Buongiorno cari lettori.
Oggi tratterò una tematica abbastanza lontana dagli argomenti soliti di questo blog, quindi, come si è soliti dire in queste circostanze, se, leggendo le prime righe, non vi interessa leggere fino in fondo, vi prego di passare oltre (No, non sono Melinda Gordon).
Allora, prima di tutto, partiamo dall’inizio: l’Universo per come lo si conosce oggi è descritto in funzione del Tempo e dello Spazio (come qualunque cosa in esso).
Bene, dimenticatevi tutto questo: nell’universo secondo me (e uso la lettera minuscola a proposito), il tempo non è una grandezza misurabile, ma soprattutto si può prescindere da esso, e lo spazio, non ha le caratteristiche che conosciamo noi e che abbiamo studiato (quasi tutti) a scuola. La mia concezione di Universo inteso come spazio, si divide in due strutture, una all’interno dell’altra, tutte e due con una specifica configurazione. Nel seguito vedremo come queste due strutture funzionano, e quindi come si possa avere la sensazione dello scorrere del tempo.
PARTE I: Struttura (lo Spazio)
L’universo secondo me si definisce grazie a due distinti spazi, uno tridimensionale reale, e uno bidimensionale puramente formale:
- l’universo secondo me: struttura minore, molto simile al nostro Universo convenzionale, tridimensionale;
- il multiverso secondo me: struttura maggiore, che racchiude la precedente, bidimensionale.
PARTE I.a: L’universo secondo me
L’universo secondo me, come concetto di base, è fermo. In ogni istante (passatemi questa parola che fa riferimento alla nostra concezione di tempo, ma solo perchè prima di usare i termini propri per questa descrizione, devo avervi prima introdotti nel concetto) è fermo, e ogni istante è diverso dal successivo e dal precedente (per adesso pensate all’evoluzione dell’universo come a una serie infinita di foto messe una dopo l’altra). Esso è pressoché uguale a come pensiamo noi l’Universo convenzionale, senza però il concetto di Tempo, quindi con le tre dimensioni e tutto il resto.
Esistono infiniti universi, tutti fermi.
Come usare questa struttura per descrivere la nostra vita? Serve un’altra struttura, più che altro formale, visto che questo Spazio non ha senso senza la definizione del secondo Spazio, entro il quale il primo si colloca: questo secondo Spazio è il Multiverso (parola presa in prestito, pur sapendo che non è la descrizione esatta, ma che rende bene l’idea).
PARTE I.b: Il multiverso secondo me
Il Multiverso è una organizzazione gerarchica di mondi (i mondi sono gli istanti di cui vi parlavo prima) e la gerarchia si stabilisce secondo una logica di precedenza/simultaneità/posteriorità. Il Multiverso ammette il concetto di Tempo, ma non come lo conosciamo noi. Esso serve solo a stabilire la gerarchia dei mondi. In pratica esiste un Tempo discreto, ma non un Tempo continuo. Un esempio pratico e visuale può rendere meglio l’idea:
Come possiamo vedere in figura, dove i mondi sono i cerchi, e una gerarchia di mondi è formata da un insieme “verticale” di mondi simultanei, rispettivamente {A}, {A.1, A.2, A.3} e {A1.1 A1.2 A1.3 A2.1 A2.2 A3.1 A3.2 A3.3} sono insiemi gerarchici, e PREDETERMINATI o PRESTABILITI. Tutti i mondi possibili dopo un certo mondo B, sono già tutti presenti e definiti. Le frecce, quindi, non devono essere interpretate come una relazione di causalità, ma solo di raggiungibilità.
Insomma, il Multiverso prende a prestito il concetto di universi paralleli, modificandolo nella forma: non è possibile solo un certo numero di universi paralleli, ma sono TUTTI possibili
Se varie teorie scientifiche, per universi paralleli, “non intendono un insieme di universi uno affiancato all’altro”, ma universi che “si compenetrano ma non interagiscono in alcun modo fra di loro”¹, la mia intende proprio il contrario, un insieme di universi che NON si compenetrano, non interagiscono e sono affiancati l’uno all’altro.
PARTE II: Come funzionano l’universo e il multiverso secondo me (il Tempo)
Il flusso del Tempo, o almeno ciò che noi chiamiamo Tempo, viene dato dal fatto che noi viviamo attraversando le gerarchie una alla volta, scegliendo uno solo dei mondi di uno specifico insieme gerarchico. Tramite le nostre azioni, o meglio la scelta delle nostre azioni, determiniamo univocamente un sottoinsieme di una gerarchia. Tutte le altre azioni di ogni altro essere vivente, restringono ancora di più questo sottoinsieme, fino a quando si determina un insieme costituito da un solo mondo. Questo è il mondo che viviamo. Tutti gli altri mondi vengono vissuti da altri noi. Questo concetto che sembrerebbe molto semplice, è ciò che sta alla base, secondo me, del famoso “Butterfly Effect“. Potete quindi capirne la portata (Ma questa è un’altra storia).
Se come abbiamo detto prima, tutti i mondi che possono avere luogo dopo un certo mondo, hanno effettivamente luogo, capiamo allora che l’universo secondo me non si espande. Ma non nel senso che l’universo non aumenta di dimensioni, ma che tutti i mondi possibili esistono già. Inoltre, il movimento della mia mano che batte sui tasti del pc, ora, non esiste. Esso è una percezione da parte del nostro essere, del suo fluire attraverso i mondi. (Questo tema, verrà ripreso più avanti.)
Noi viviamo una sola linea all’interno della ramificazione attraverso le gerarchie, ma ci sono tanti nostri emuli quante possono essere tutte le ramificazioni.
Infatti, se per esempio uno di noi fosse in piedi, nel mondo C, potendo eseguire (per assurdo) solo tre azioni -muovere il piede destro, alzare il braccio sinistro e girare la testa di 45 gradi a destra-, secondo la mia concezione, tutte queste tre azioni (che vi ricordo sono tutte le azioni possibili in quel momento, per come abbiamo supposto per assurdo, restringendo le infinite possibili azioni a 3 per comodità) ci portano ognuna in un mondo diverso: cioè C.1, C.2 e C.3, raggiungibili SOLO e soltanto dal mondo C. Accoppiate tutto questo al fatto che OGNUNO di noi può eseguire infinite azioni, e riuscirete a capire quanto incasinato sia l’universo che io ho in mente.
Il fatto che noi siamo coscienti solo di vivere una certa linea evolutiva è dato dal fatto che è la nostra anima, il nostro essere, chiamatelo come volete e ognuno secondo la propria religione, che scandisce lo scorrere degli eventi, non il Tempo. Essa fluisce moltiplicandosi ad ogni bivio, cioè ad ogni “istante”. Questa situazione, e in particolare il fatto che il Tempo non sia ciò che governa l’evolversi degli eventi, è ben identificabile quando sentiamo qualcuno dire “Ehi, ma com’è passato veloce il tempo, oggi”. Questa nell’universo convenzionale sarebbe attribuibile SOLO ad una percezione soggettiva del Tempo, invece, nell’universo secondo me, sarebbe PROPRIO una diretta conseguenza del fatto che non è il Tempo a determinare lo scorrere degli eventi, ma il nostro essere.
In conclusione, per me la frase “Questo è il migliore dei mondi possibili” NON HA SENSO, in quanto io credo che tutti i mondi possibili esistano, e anzi, aumentano a mano a mano che con le nostre azioni raggiungiamo altri mondi (pensate ai mondi non ancora raggiunti come a dei mondi esistenti, ma “spenti”).
Cosa ne pensate? Sono da ricoverare? Oppure c’è qualche idea che condividete? Qualche obiezione, qualche critica? Non è ancora una versione finale, lo so, mi mancano un sacco di cose, per esempio, il fatto di poter tornare indietro nel tempo (a ritroso nei mondi), non ho idea di cosa potrebbe scatenare e come potrebbe funzionare, ma d’altra parte non lo si sa nemmeno per l’Universo convenzionale. E voi che ne dite? Si vede che ho visto troppe volte Ritorno al Futuro Parte I, II e III ?
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Note:
1. Citazioni da Wikipedia: voce Multiverso, sezione “Il multiverso nella cosmologia”.