Dopo aver scelto il proprio Sintoamplificatore, si può procedere con la scelta dell’impianto audio. Esso dovrà essere relazionato sia alla potenza d’uscita del sintoamplificatore, sia al numero di diffusori supportati dallo stesso. I sistemi più comuni oggi sono quelli chiamati 5.1 cioè composti da 5 diffusori posizionali (un centrale anteriore, due stereo, due surround) e 1 deputato alla riproduzione delle basse frequenze. Vi sono altri sistemi, quali il 6.1, il 7.1 e via via fino a cifre inimmaginabili (il più “abbondante” che io abbia mai visto è un 10.1 in un Mediaworld). Tenete presente che a seconda del numero di elementi presenti nel sistema, esso avrà configurazioni differenti: per esempio un 6.1 sarà configurato come un 5.1 più una cassa centrale posteriore, mentre un 7.1 sarà ancora un 5.1 più due casse, stavolta non centrali posteriori, ma surround posteriori. Quindi più o meno la regola è: se abbiamo un numero dispari prima del “.1″ si avrà un centrale anteriore e i rimanenti elementi simmetricamente posizionati in stereo e surround, mentre se abbiamo un numero pari di elementi, allora vi sarà un elemento centrale anteriore e un elemento centrale posteriore.
Le casse sono solitamente composte da vari altoparlanti, ognuno dei quali, si occupa di bassi, alti e frequenze medie, chiamati rispettivamente woofers, tweeters e midrange.
La prima domanda che si fa, in genere, è: che potenza? Fortunatamente, e a discapito di quanto possiate pensare, la potenza, o meglio, potenza sopportata, è un parametro abbastanza di secondo piano, poichè gli elementi di un sistema audio sono passivi. Certo è che, come in fotografia non potete pretendere molto da un sistema ottico composto dalla miglior fotocamera in commercio, ma con lenti scadenti, anche qui non potete pretendere che, se avete delle casse scadenti, il vostro sinto supplisca a questa mancanza. Tantomeno, se avete delle casse da 6900€ la coppia, non potete collegarle ad un amplificatore da 50€. Il tutto deve sempre essere proporzionato. (Vale sempre la seguente affermazione con le dovute analogie: “la sicurezza della catena non dipende da tutta la catena, ma solo dall’anello più debole”)
Quello che dobbiamo cercare in una cassa o in un sistema di casse è l’alta fedeltà, cioè quello che molti chiamano HiFi e che ha ormai preso il ruolo di connotare un certo tipo di sistema audio per la casa. Alta fedeltà ha un significato prettamente diverso dall’alta definizione. Se per Alta Definizione si indica un certo “fattore di qualità” che non cambia da sorgente a uscita, nel caso dell’Alta Fedeltà si indica una misura minima precisa del rapporto tra il segnale e il rumore. Esso è la caratteristica principe che viene analizzata perchè un componente audio sia classificato in Alta Fedeltà. Il rapporto Segnale Rumore è espresso in decibel (dB) e spesso è indicato con la sigla SNR (Signal-to-Noise Ratio). Ovviamente più è alto, migliore sarà la resa acustica dell’elemento in considerazione.
Un altro parametro essenziale per la scelta del vostro sistema è l’impedenza vista dall’amplificatore: più è alta più sarà facile per l’amplificatore “pilotare” le casse. Tipicamente i valori per i sistemi già confezionati, variano da 4 a 8 Ohm, ma potete trovare anche casse a maggiori impedenze, soprattutto se proverete a visitare negozi che si occupano di Alta Fedeltà da anni, anzichè il solito Mediaworld. Se avete intenzione di costruire il vostro sistema audio pezzo per pezzo e non in un unica soluzione, controllate che il vostro sintoamplificatore abbia la possibilità di configurare l’impedenza di ogni singolo componente.
Un mio consiglio, per coloro che abbiano optato per un sintoamplificatore che supporti 7.1 canali e che non abbiano grande disponibilità di finanze, è quello di prendere un sistema 5.1 completo di fascia medio-alta e utilizzarlo fino a quando non si avranno maggiori disponibilità. A quel puntosi potrà prendere una coppia di casse di alta qualità e posizionarle in stereo in aggiunta al vostro precedente sistema, spostando i diffusori che prima si occupavano di rendere l’audio stereo al surround e quelli per il surround al surround back, facendo quindi diventare il vostro un sistema 7.1
Capitolo Subwoofer
Il subwoofer, come potete notare del nome, è un elemento molto importante dell’impianto audio, poichè è l’unico, in certi sistemi, a riprodurre le basse frequenze. Sistemi più moderni, ma soprattutto più qualitativi, hanno la possibilità di trattare le basse frequenze sia da parte dei soli elementi passivi, quindi le casse, sia da parte dell’elemento attivo, ossia il subwoofer.
Nella scelta del subwoofer, bisogna prestare attenzione, perchè è il componente che per la maggior parte viene sottovalutato o sopravvalutato. Il subwoofer DEVE essere attivo. Diffidate da chi vi decanta le qualità dei subwoofer passivi. Il subwoofer deve avere un metodo per impostare il crossover (ovvero quella frequenza sotto la quale i dati audio vengono mandati al subwoofer solamente, e non alle altre casse.). Le basse frequenze riprodotte dal subwoofer però sono omnidirezionali, quindi il nostro orecchio faticherà a capire da dove provengono. E’ proprio per questo che non dovrete aver paura di chiedere una prova audio al vostro rivenditore di fiducia. Provate a far suonare il vostro sistema e il subwoofer per almeno una mezz’oretta e se il subwoofer sarà veramente invisibile, ma voi potrete udire le frequenze basse, allora non solo avrete scelto bene, ma avrete anche un componente audio che fa il proprio dovere. E SOLO quello.
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La cosa migliore che possiate fare prima di scegliere un impianto audio è quello di sentirlo suonare. E risuonare e risuonare. E magari farvene sentire anche un altro. Non possiamo decidere cosa comprare in materia di audio, se prima non ascoltiamo. Ricordatevelo, è l’unica regola.
Per altri suggerimenti e chiarimenti, vi rimando al sito DVD Essential e al relativo Forum
Un saluto a tutti e alla prossima, incrociando le dita.
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