Le macchine fotografiche Reflex devono il loro nome al meccanismo per cui riusciamo a vedere ciò che è inquadrato nell’obiettivo direttamente dall’oculare.
A seconda di come questo meccanismo venga implementato si hanno diversi tipi di fotocamere Reflex: quelle più comuni, le Reflex a Pentaprisma, le Reflex monoculari a pozzetto e le Reflex bioculari a pozzetto. Noi ci occuperemo solamente delle Reflex a Pentaprisma.
Legenda:
1 – Obiettivo
2 – Specchio in posizione abbassata
3 – Otturatore
4 – Elemento sensibile (Pellicola o Sensore)
5 – Schermo per la messa a fuoco dell’immagine
6 – Lente di condensazione
7 – Pentaprisma o pentaspecchio (qualitativamente diversi)
8 – Mirino oculare
Le macchine fotografiche Reflex possono montare obiettivi diversi a seconda dell’occasione, ma degli obiettivi parleremo in seguito.
Esse si distinguono anche per il FORMATO utilizzato, cioè la grandezza della pellicola o del sensore (ove applicabile): esistono il PICCOLO formato (36mm x 24mm), il MEDIO formato (60mm x 45mm – 60mm x 60mm – 90mm x 60mm) e il GRANDE formato (120mm x 100mm). Gli ultimi due sono, come potete immaginare, destinati ad un tipo di fotografia molto professionale (vedi campo pubblicitario: una gigantografia non potrà essere riprodotta a partire da un negativo del piccolo formato, ma proprio da un negativo del grande o medio formato. Per disquisizioni sul target professionale di ogni formato vi rimando a riviste specializzate). Qui, d’altra parte, tratteremo le Reflex per il PICCOLO formato anche detto formato 35mm.
Una macchina fotografica Reflex, che sia digitale o a pellicola è prima di tutto un investimento. Non è per chi cambia idea dalla sera alla mattina, non è per chi vuole la fotocamera ultimo grido e non è nemmeno per chi non ha solide basi di fotografia alle spalle. Detto questo, cominciamo ad analizzare in ogni suo aspetto il cosiddetto “corpo macchina”.
La prima cosa che si può vedere prendendo in mano un qualsiasi corpo macchina reflex è lo specchio. Lo specchio è situato in modo da intercettare la luce proveniente dall’obiettivo e rifletterla verso l’alto per permetterci di usare il mirino oculare. Per questo motivo viene dunque posto a coprire per intero l’elemento sensibile (che esso sia un sensore o la pellicola) e (secondariamente) ripararlo dalla luce. La sua primaria funzione è quella di poter permettere al fotografo di vedere direttamente ciò che è inquadrato nell’obiettivo. Per questo motivo, e per il suo funzionamento (esso si alza durante l’esposizione in concomitanza con l’apertura dell’otturatore), non potremo vedere il soggetto della fotografia durante lo scatto.
La seconda cosa che potremo notare subito è la presenza di molti più bottoni, ghiere e rotelle di una macchina compatta. Le ghiere di solito si trovano sulla parte superiore della reflex e possono essere una o due, di solito la prima ha la funzione di impostare la priorità di scatto, cioè ci da la scelta se scattare in Automatico (anche detta Modalità Verde), in Program (per spostarsi tra le varie priorità molto più in fretta che girando questa ghiera), in priorità di Tempi (spesso indicata con S oppure con Tv – noi impostiamo il tempo di scatto e la macchina in automatico imposta il diaframma, l’esposizione e la sensibilità, ove previsto), in priorità di Diaframmi (indicata spesso con A oppure Av – noi impostiamo il diaframma e la macchina fa tutto il resto), in priorità di Sensibilità (non tutte le macchine hanno questa opzione, ed è presente solo nelle reflex digitali, indicata con Sv – noi impostiamo la sensibilità), in priorità di Tempi e Diaframma (non tutte le macchine hanno questa opzione, quelle che l’hanno la indicano con la sigla TAv), in Manuale (M e noi controlliamo tutto), in posa B per esposizioni prolungate. Alcune reflex hanno anche un’altra opzione, di solito indicata con una X rossa ci permette di impostare i parametri in modo che siano sincronizzati con il Flash. La seconda ghiera, ove presente può facilitare l’accesso ad alcune funzioni particolari della fotocamera, funzioni che la casa produttrice ha ritenuto più importanti di altre e che quindi ha messo a disposizione in modo più accessibile.
Le rotelle, invece, si possono trovare sul fronte o sul retro del corpo macchina e in modalità di scatto serviranno per lo più ad impostare i Tempi, i Diaframmi e/o la Sensibilità a seconda di quale modo d’uso stiamo impiegando, mentre in modalità di revisione serviranno a spostarci tra le foto scattate e zoomare sui particolari. I bottoni, infine, sono presenti quasi esclusivamente sul retro della macchina, per lo più vicini allo schermo LCD, e servono per visualizzare le foto scattate, accedere alle anteprime, cancellare e gestire le foto sulla scheda di memoria. Dalla parte opposta alla ghiera dei modi d’uso, se non è presente una seconda ghiera, vi è un piccolo schermo a cristalli liquidi che ci rivelerà le informazioni impostate per lo scatto successivo. Se invece è presente una seconda ghiera, allora questo schermo sarà sul retro della fotocamera.
Sul fronte del corpo macchina di solito non vi è più di uno o due bottoni, dei quali uno, quello più vicino all’innesto dell’obiettivo, serve per sganciare lo stesso dal corpo macchina, e di solito è posto in modo tale che sia facile smontare l’obiettivo con una mano sola. Su alcune camere è anche presente un comando per cambiare la modalità di messa a fuoco tra fuoco manuale, fuoco automatico e fuoco a ripetizione.
Sul retro infine vi sarà un bottone tra i tanti che vi permetterà di impostare il tipo di scatto (singolo, a ripetizione, autoscatto, con o senza flash…) il bilanciamento del bianco, e la sensibilità per la fotografia.
[image courtesy by fotografia.pastrugni.com & camera details based on the Pentax K10D Review of dpreview.com]
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Sono in possesso di una macchina fotografica reflex ma purtroppo le istruzioni sono andate perse; vorrei sapere come si imposta l’ apertura del diafframma e soprattutto in base a quali criteri. aspetto Sua risposta.
cordiali saluti
Ciao Giulia, se la reflex è d’annata, il diaframma s’imposta direttamente sulla lente, per via meccanica (c’è da far girare una corona), se invece è più recente dovrei sapere marca e modello per dirti di più. Ciao e grazie.
vorrei precisare che lo schema sopra riportato e la descrizione della reflex non sono esatti poiché in primo luogo non esistono reflex con otturatore centrale (ossia situato all’interno dell’obiettivo), bensì, inquanto in grado di riportare esattamente all’oculare l’immagine che si osserva, sarebbe impossibile che ciò avvenisse con l’otturatore posto fra le lenti e lo specchietto reflex. la funzione dell’otturatore (che nelle erflex, vi assicuro, è posto sul piano focale) è quella di aprirsi per un tempo determinato e calcolato in base alla necessità di impressionare la pellicola. lo specchietto reflex non ha assolutamente alcun potere di proteggere la pellicola prima che ciò avvenga. è molto logico!
Ciao Giada, volevo precisare due semplici cose.
Per quanto riguarda la descrizione della reflex: non mi sembra che nella descrizione ci sia scritto che lo specchio ABBIA LA FUNZIONE DI COPRIRE l’elemento sensibile, ANZI: “…La sua funzione è quella di poter permettere al fotografo di vedere direttamente ciò che è inquadrato nell’obiettivo”. Questa è la sua unica FUNZIONE. Se poi è situato davanti all’elemento sensibile, tanto meglio, ma non è quella la sua funzione principale, (e io non l’ho mai detto).
Per quanto riguarda ancora l’otturatore, anche in questo caso mi sento di dire che non ho mai detto che questo sia posizionato all’interno dell’obiettivo. [Sarebbe un'eresia da dire, per uno che ha fatto l'infanzia (fotograficamente parlando) con una Minolta XD-7] La figura può trarre in inganno, ma è SOLO uno SCHEMA. E come tutti gli schemi NON rispecchia la realtà, MA la semplifica.
Tutto questo per mettere i puntini sulle i.
.. se dobbiamo davvero mettere i puntini sulle i ti consiglio di rileggere più attentamente la seconda e la terza riga del terzo trafiletto, che riporta precisamente le testuali parole: “Lo specchio è situato in modo da coprire per intero l’elemento sensibile (che esso sia un sensore o la pellicola) e ripararlo dalla luce.” (ho fatto copia incolla)
lo schema, in quanto tale, deve semplificare le cose proprio dando un’idea schematica ma chiara di come sono fatte le cose e non confondere le idee. chiunque consulti questa pagina interessato al funzionamento di una fotocamera reflex potrebbe farsi idee scorrette e confuse a causa di concetti contraddittori. l’otturatore centrale può essere considerato un elemento privo di importanza per te, ma motivo di dubbio (salta subito all’occhio)per qualcuno che cerca di individuare il percorso della luce per la prima volta.
consigli e segnalazioni dovrebbero essere sempre benaccetti…
.. così, detto da una che ha cominciato con una Nikon F3.
L’articolo è stato corretto: l’immagine è stata cambiata per non essere fuorviante, e sono stati modificati e resi più semplici da capire i paragrafi in questione.
Comunque convinto che l’interpretazione data da Giada non fosse quella esatta o per lo meno quella da me voluta, ma ringraziandola per aver posto la questione, e comunque ritenendo essa una delle possibili (errate) interpretazioni, mi sono adoperato per rendere il passaggio in questione il più chiaro possibile e possibilmente esente da interpretazioni, in modo tale che in futuro non possano più sorgere eventuali dubbi. Dubbi che, ove nascessero, vi invito a farmi presente tramite commenti.
Dove lo trovo uno schemino (disegno, grafico, animazione, sequenza di foto ben fattan o quello che volete) di come funziona l’otturatore di una reflex qualunque (meccanica, analogica, digitale, quello che volete…), orizzontale o verticale purchessia?!