L’obiettivo fotografico, nelle macchine reflex è forse la parte più importante del corredo fotografico.
Un esemplare di Planar T* 1,4/85 della Carl Zeiss
Esso ha molteplici caratteristiche, che ne determinano la qualità (oltre che il prezzo), che possono essere legati al metodo di fabbricazione e strutturazione dei vetri, e quindi sono caratteristiche strutturali, oppure essere legati alle proprietà intrinseche dei vetri utilizzati, e quindi sono caratteristiche ottiche. Gli obiettivi sono, di base, dei cilindri contenenti degli elementi ottici (lenti) raggruppate in un certo modo a seconda della destinazione d’uso dell’obiettivo. Si possono infatti osservare, nei manuali operativi di un obiettivo, la struttura a gruppi di lenti e l’eventuale utilizzo di lenti specifiche per la correzione di alcuni difetti ottici quali per esempio lenti asferiche, lenti APO, cioè a bassa dispersione, lenti rivestite e trattate. Un obiettivo viene spesso classificato però, più che per la sua struttura o le sue proprietà ottiche, per la/le sua/e focale/i.
Cos’è una focale?
La Focale, o meglio, Lunghezza Focale, per esteso, è prima di tutto una distanza. Essa è una misura della distanza tra la superficie esterna della lente e il punto nel quale tutte le componenti della luce convergono quando la lente viene illuminata da un fascio di luce che entra perpendicolarmente nell’obiettivo. In poche e semplici parole, più aumenta questa distanza, più gli oggetti inquadrati ci sembreranno vicini e più il nostro angolo di visuale diventerà piccolo. Se prendiamo questo parametro come discriminante, si possono effettuare due distinzioni: una tra obiettivi a focale fissa (i “prime” come dicono gli anglofoni) e a focale variabile (gli “zoom” come ormai abbiamo imparato a dire anche noi) e una tra obiettivi normali, grandangolari e teleobiettivi, e quindi intrecciando queste due classificazioni potremo avere sottoclassificazioni come per esempio obiettivi grandangolari a focale fissa o obiettivi normali a focale variabile e così via dicendo.
Gli obiettivi a focale fissa, molto importanti in un corredo fotografico, sono stati per molti anni gli unici strumenti del fotografo, prima che venissero “inventati” gli obiettivi zoom che hanno portato ad un abbattimento dei costi per il fotografo amatoriale, ma anche ad un compromesso in fatto di qualità costruttiva. Se per un obiettivo a focale fissa le aberrazioni ottiche e cromatiche erano facilmente correggibili proprio perchè l’obiettivo era concepito per una sola focale d’uso, negli zoom, questo processo di correzione deve tenere conto che se certi artefatti possono rimediare ad aberrazioni per una certa focale operativa dell’obiettivo zoom in questione, potrebbero essere dannosi ad un’altra distanza focale.
Si chiamano e si definiscono NORMALI quegli obiettivi che hanno un angolo di visuale simile a quello umano, e il loro valore di lunghezza focale (espresso in millimetri) cambia a seconda del formato dell’elemento sensibile utilizzato (sensore o pellicola che sia), ma a grandi linee la focale normale è quella con focale uguale alla lunghezza della diagonale dell’elemento sensibile (nel caso 24×36mm, cioè nel formato 35mm, la focale normale è 43mm, anche se molto spesso si adotta la focale 50mm per comodità); conseguentemente si chiamano GRANDANGOLARI quegli obiettivi che hanno lunghezza focale minore della normale e che quindi ci danno la possibilità di avere un angolo di visuale maggiore (di qui la denominazione “grandangolari”) e TELEOBIETTIVI quegli obiettivi che hanno focale maggiore della normale e cioè quelli che ci permettono di vedere un soggetto da più vicino che tramite la vista umana.
Addendum:
Tutto ciò è applicabile sia al formato analogico 35mm sia al formato digitale APS-C. Molte volte sentirete dire che un 50mm portato sul digitale equivale ad un 75mm. Ciò non è vero, o almeno non è del tutto vero: infatti, sebbene l’angolo di visuale sia effettivamente equivalente a quello di un 75mm usato su pellicola, l’obiettivo è stato comunque costruito con le caratteristiche di ingrandimento di un 50mm e perciò esso è in tutto e per tutto un 50mm. Se vogliamo essere pignoli, avendo un 50mm su pellicola e un 50mm identico sul digitale otterremo la stessa fotografia con profondità di campo identica, solo che quella scattata in digitale sarà tagliata di un 25-30% in tutti e quattro i lati.
Altre proprietà ottiche e strutturali
- Apertura
L’apertura è una caratteristica dell’obiettivo che ci può far capire quanto questo obiettivo sia luminoso anche per tempi di esposizione brevi. Di solito vengono indicate l’Apertura Massima e l’Apertura Minima per ogni obiettivo, ma si tende a dare più importanza all’Apertura Massima. L’Apertura viene regolata dal Diaframma, congegno interno all’obiettivo, di solito composto da lamelle che si aprono e si chiudono girando un anello sul barilotto dell’obiettivo. Molte caratteristiche dell’obiettivo dipendono dall’apertura e soprattutto dal numero di lamelle che ne compongono il diaframma: per esempio la resa dello sfocato, cioè di quella parte di fotografia che non ci interessa che sia messa a fuoco, sarà tanto migliore quanto più saranno le lamelle che compongono il diaframma (gli obiettivi più comuni hanno dalle 6 alle 9 lamelle, ma possono esserci anche delle eccezioni). Inoltre la profondità di campo sarà tanto maggiore quanto sarà minore l’apertura e viceversa.
- Metodo di Messa a Fuoco
A seconda del tipo di obiettivo che si usa, ci saranno diversi metodi di messa a fuoco: la più comune delle quali è quella di aumentare e diminuire la distanza tra i singoli elementi ottici che compongono l’obiettivo, andando ad agire quindi sulla lunghezza dell’obiettivo. Altri metodi di messa a fuoco sono quelli che utilizzano gli elementi interni dell’obiettivo per raggiungere la messa a fuoco (senza quindi variare le dimensioni dell’obiettivo) e quelli che muovono gli elementi o i gruppi posteriori dell’obiettivo per raggiungere la messa a fuoco molto velocemente e silenziosamente (ovviamente quest’ultimo metodo di messa a fuoco è quello più qualitativo, ma anche quello più costoso)
- Angolo di Campo
L’angolo di campo, pur essendo strettamente legato alla lunghezza focale dell’obiettivo, è una caratteristica importante soprattutto quando dobbiamo valutare obiettivi simili tra di loro. Un angolo di campo maggiore permette sicuramente una ripresa più panoramica e grandangolare visto che quando questo è ampio, la lunghezza focale è corta.
Difetti ottici di un obiettivo
- Aberrazioni ottiche
- Distorsione
- Vignetting
- Bassa Risoluzione
- Aberrazioni cromatiche
Tra i difetti ottici la distorsione è quella da trattare con più calma possibile: essa introduce un errore di prospettiva o di misura, e in certi casi questi errori di prospettiva possono essere voluti (per esempio in un obiettivo Fisheye) e in certi altri no. Fatto sta che chi usa la fotografia come strumento di ritratto architettonico non può prescindere dal selezionare attentamente gli obiettivi con meno distorsione possibile. Il Vignetting è un fenomeno alquanto vistoso, e indica quanto un obiettivo risulti più scuro negli angoli rispetto al centro, causando un effetto di “incorniciatura”. La bassa risoluzione invece è un difetto di produzione, intrinseco della struttura ottica dell’obiettivo, che non è stato adeguatamente testato oppure è stato messo sul mercato per clienti amatoriali. La risoluzione, definizione o nitidezza, come ci insegnano gli amici di Fotografia Nadir, si basano su parametri misurabili, quali la risolvenza, il contrasto e l’acutanza.
Le aberrazioni cromatiche, invece, si manifestano verso i bordi della fotografia, dove la luce che viene ricevuta passa non attraverso la parte centrale delle lenti, ma dai bordi, e quindi viene distorta maggiormente, causando leggere ombre laterali che di solito sono di due tipi: quelle più fastidiose che presentano le componenti di rosso e ciano (azzurro), e quelle meno fastidiose, che presentano componenti di luce violetta e gialla.
Come si può quindi valutare un obiettivo o compararne due simili? Per questo ci viene in aiuto il sito Photozone, che con le sue recensioni e prove di obiettivi ha ormai fatto storia avendo recensito più di 200 obiettivi di tutte le marche. Inoltre, se vogliamo avere anche altri pareri, vi consiglio CameraLabs che fornisce oltre a recensioni singole, molte comparative tra obiettivi della stessa fascia.
E’ superfluo dire che una prova dal vostro fotografo di fiducia vale più di qualsiasi recensione scritta su internet, e quindi vi saluto raccomandandovi di provare sul campo ciò che volete o pensate di voler comprare.
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