Archive for the 'Fotografia' Category

I Grandi Maestri della Fotografia (2): Come fare Fotografia?

Forse il più grande fotografo di Guerra del secolo scorso ci viene in aiuto dicendoci come ci si deve porre nei confronti del soggetto della fotografia.

“If your photographs aren’t good enough, you’re not close enough.”

Robert Capa

Se non si è nel vivo dell’Azione, sicuramente le nostre foto non saranno buone, perchè mancheranno di pathos, mancheranno di sentimento, ma soprattutto mancheranno del soggetto, perchè le buone fotografie non sono quelle che riescono a riprendere tutto non esprimendo niente, ma quelle che riprendono un particolare capace di evocare il tutto.

[fonte: Agenzia Magnum Photo]

E’ una bella giornata…

… credo proprio che andrò fuori a fare un po’ di foto.

Chi viene con me? (E qui, Pes, evita di fare battute…)

A proposito di Fotografia, sto cercando una nuova lente per la mia bestiolina. Preferirei un MACRO, e sono indeciso fra questi:

Tra il Pentax e il Tamron (provati in negozio) vince di poco il Tamron, come qualità ottica, ma è anche vero che il Pentax è un 100mm anzichè un 90mm e soprattutto è un’ottica originale (nel senso che io, avendo una macchina Pentax, ci monto una lente Pentax). Il Sigma 105mm non l’ho provato, visto che non c’è nemmeno in negozio, ma ne ho sentito parlare bene. Il Sigma 70mm non è seriamente una delle mie possibili scelte, ma visto che più o meno il suo angolo di visuale sul digitale è pari a quello di una lente 105mm sull’analogico, e che io sull’analogico avevo un 100mm MACRO, allora lo posso tenere in considerazione solo nel caso in cui dovessi sapere che è molto migliore degli altri (sempre come qualità ottica, s’intende).

Per una volta sono io a chiedere un consiglio ai miei lettori (anche a quelli che di fotografia non se ne intendono), quale mi consigliate? Ve lo chiedo perchè sono arrivato a un punto di stallo, nel quale i vantaggi di ogni lente sono pressochè comparabili, così come gli svantaggi, e non riesco più a schiodarmi e a prendere una decisione. Quindi o lancio la famosa monetina, o vado a caso, scegliendo a occhi chiusi, oppure mi affido a voi.

Richard Avedon in mostra a Milano

Richard Avedon - Autoritratto, 20 Agosto 1980

RICHARD
AVEDON
FOTO
GRAFIE
1946
2004

Così s’intitola la mostra che sarà a Milano dal 14 Febbraio all’8 Giugno 2008 presso il “Forma”, Centro Internazionale di Fotografia di Piazza Tito Lucrezio Caro 1, a Milano (Zona Naviglio Grande - Darsena, MM2: PORTA GENOVA).

Un’occasione per esaminare e rivedere tutta la carriera di un grande fotografo del nostro tempo.

Richard Avedon, fotografo e ritrattista (e per questo motivo, le sue opere sono da me molto amate) di origini statunitensi, è vissuto tra il 1923 e il 2004. Negli Stati Uniti la sua fama e la sua opera sono stati talmente grandi da meritare un museo interamente dedicato al suo lavoro.

Oltre ad aver lavorato per la moda, si ricorda di lui una toccante esposizione: quella del 1974 (dico bene?) nella quale espone diversi ritratti di suo padre in malattia, quasi a volerne fare una fotocronaca fino alla sua morte.

Immaginifica e ricca di significato, come tutti i suoi lavori, una fotografia che è legata al suo nome indissolubilmente: parlo di quella in cui si vede una modella che si atteggia da nobildonna tra tre elefanti, di cui solo due visibili per intero, con una zampa alzata a voler imitare proprio la posa della modella.

[image courtesy by: www.formafoto.it]

I Grandi Maestri della Fotografia (1): Cos’è la Fotografia?

Uno dei più grandi maestri, da pochi anni scomparso, ci dice cosa è per lui la Fotografia.

Arte che non appartiene mai interamente a solo uno dei tre organi che egli stesso cita (la testa, l’occhio e il cuore), perchè se anche solo uno di questi prevalesse, essa non sarebbe più fotografia, ma espressione limitata e non comprensiva dell’attimo spontaneo e intuitivo. Insomma, concentrazione, sensibilità e senso della geometria sono le doti naturali che secondo Henri Cartier-Bresson fanno parte del bagaglio inevitabile di un fotografo. E’ necessario sentirsi parte di ciò che si cattura e ciò implica proprio queste tre qualità per far sì che l’immagine catturata diventi una grande gioia fisica e intellettuale.

“La photographie c’est mettre sur la même ligne de mire la tête, l’oeil et le coeur.
C’est une façon de vivre.”

Henri Cartier-Bresson

(Questa è una delle citazioni del grande Maestro a cui sono più affezionato, sentita per la prima volta anni fa in un documentario sulla sua vita e sulle sue fotografie sul canale CULT di Sky)

[fonte: Fondazione Henri Cartier-Bresson]

Fotografia: Reflex - gli obiettivi

L’obiettivo fotografico, nelle macchine reflex è forse la parte più importante del corredo fotografico.

Carl Zeiss Planar 85mm F1.4

Un esemplare di Planar T* 1,4/85 della Carl Zeiss

Esso ha molteplici caratteristiche, che ne determinano la qualità (oltre che il prezzo), che possono essere legati al metodo di fabbricazione e strutturazione dei vetri, e quindi sono caratteristiche strutturali, oppure essere legati alle proprietà intrinseche dei vetri utilizzati, e quindi sono caratteristiche ottiche. Gli obiettivi sono, di base, dei cilindri contenenti degli elementi ottici (lenti) raggruppate in un certo modo a seconda della destinazione d’uso dell’obiettivo. Si possono infatti osservare, nei manuali operativi di un obiettivo, la struttura a gruppi di lenti e l’eventuale utilizzo di lenti specifiche per la correzione di alcuni difetti ottici quali per esempio lenti asferiche, lenti APO, cioè a bassa dispersione, lenti rivestite e trattate. Un obiettivo viene spesso classificato però, più che per la sua struttura o le sue proprietà ottiche, per la/le sua/e focale/i.

Cos’è una focale?

La Focale, o meglio, Lunghezza Focale, per esteso, è prima di tutto una distanza. Essa è una misura della distanza tra la superficie esterna della lente e il punto nel quale tutte le componenti della luce convergono quando la lente viene illuminata da un fascio di luce che entra perpendicolarmente nell’obiettivo. In poche e semplici parole, più aumenta questa distanza, più gli oggetti inquadrati ci sembreranno vicini e più il nostro angolo di visuale diventerà piccolo. Se prendiamo questo parametro come discriminante, si possono effettuare due distinzioni: una tra obiettivi a focale fissa (i “prime” come dicono gli anglofoni) e a focale variabile (gli “zoom” come ormai abbiamo imparato a dire anche noi) e una tra obiettivi normali, grandangolari e teleobiettivi, e quindi intrecciando queste due classificazioni potremo avere sottoclassificazioni come per esempio obiettivi grandangolari a focale fissa o obiettivi normali a focale variabile e così via dicendo.

Gli obiettivi a focale fissa, molto importanti in un corredo fotografico, sono stati per molti anni gli unici strumenti del fotografo, prima che venissero “inventati” gli obiettivi zoom che hanno portato ad un abbattimento dei costi per il fotografo amatoriale, ma anche ad un compromesso in fatto di qualità costruttiva. Se per un obiettivo a focale fissa le aberrazioni ottiche e cromatiche erano facilmente correggibili proprio perchè l’obiettivo era concepito per una sola focale d’uso, negli zoom, questo processo di correzione deve tenere conto che se certi artefatti possono rimediare ad aberrazioni per una certa focale operativa dell’obiettivo zoom in questione, potrebbero essere dannosi ad un’altra distanza focale.

Si chiamano e si definiscono NORMALI quegli obiettivi che hanno un angolo di visuale simile a quello umano, e il loro valore di lunghezza focale (espresso in millimetri) cambia a seconda del formato dell’elemento sensibile utilizzato (sensore o pellicola che sia), ma a grandi linee la focale normale è quella con focale uguale alla lunghezza della diagonale dell’elemento sensibile (nel caso 24×36mm, cioè nel formato 35mm, la focale normale è 43mm, anche se molto spesso si adotta la focale 50mm per comodità); conseguentemente si chiamano GRANDANGOLARI quegli obiettivi che hanno lunghezza focale minore della normale e che quindi ci danno la possibilità di avere un angolo di visuale maggiore (di qui la denominazione “grandangolari”) e TELEOBIETTIVI quegli obiettivi che hanno focale maggiore della normale e cioè quelli che ci permettono di vedere un soggetto da più vicino che tramite la vista umana.

Addendum:
Tutto ciò è applicabile sia al formato analogico 35mm sia al formato digitale APS-C. Molte volte sentirete dire che un 50mm portato sul digitale equivale ad un 75mm. Ciò non è vero, o almeno non è del tutto vero: infatti, sebbene l’angolo di visuale sia effettivamente equivalente a quello di un 75mm usato su pellicola, l’obiettivo è stato comunque costruito con le caratteristiche di ingrandimento di un 50mm e perciò esso è in tutto e per tutto un 50mm. Se vogliamo essere pignoli, avendo un 50mm su pellicola e un 50mm identico sul digitale otterremo la stessa fotografia con profondità di campo identica, solo che quella scattata in digitale sarà tagliata di un 25-30% in tutti e quattro i lati.

Altre proprietà ottiche e strutturali

  • Apertura

L’apertura è una caratteristica dell’obiettivo che ci può far capire quanto questo obiettivo sia luminoso anche per tempi di esposizione brevi. Di solito vengono indicate l’Apertura Massima e l’Apertura Minima per ogni obiettivo, ma si tende a dare più importanza all’Apertura Massima. L’Apertura viene regolata dal Diaframma, congegno interno all’obiettivo, di solito composto da lamelle che si aprono e si chiudono girando un anello sul barilotto dell’obiettivo. Molte caratteristiche dell’obiettivo dipendono dall’apertura e soprattutto dal numero di lamelle che ne compongono il diaframma: per esempio la resa dello sfocato, cioè di quella parte di fotografia che non ci interessa che sia messa a fuoco, sarà tanto migliore quanto più saranno le lamelle che compongono il diaframma (gli obiettivi più comuni hanno dalle 6 alle 9 lamelle, ma possono esserci anche delle eccezioni). Inoltre la profondità di campo sarà tanto maggiore quanto sarà minore l’apertura e viceversa.

  • Metodo di Messa a Fuoco

A seconda del tipo di obiettivo che si usa, ci saranno diversi metodi di messa a fuoco: la più comune delle quali è quella di aumentare e diminuire la distanza tra i singoli elementi ottici che compongono l’obiettivo, andando ad agire quindi sulla lunghezza dell’obiettivo. Altri metodi di messa a fuoco sono quelli che utilizzano gli elementi interni dell’obiettivo per raggiungere la messa a fuoco (senza quindi variare le dimensioni dell’obiettivo) e quelli che muovono gli elementi o i gruppi posteriori dell’obiettivo per raggiungere la messa a fuoco molto velocemente e silenziosamente (ovviamente quest’ultimo metodo di messa a fuoco è quello più qualitativo, ma anche quello più costoso)

  • Angolo di Campo

L’angolo di campo, pur essendo strettamente legato alla lunghezza focale dell’obiettivo, è una caratteristica importante soprattutto quando dobbiamo valutare obiettivi simili tra di loro. Un angolo di campo maggiore permette sicuramente una ripresa più panoramica e grandangolare visto che quando questo è ampio, la lunghezza focale è corta.

Difetti ottici di un obiettivo

  1. Aberrazioni ottiche
    • Distorsione
    • Vignetting
    • Bassa Risoluzione
  2. Aberrazioni cromatiche

Tra i difetti ottici la distorsione è quella da trattare con più calma possibile: essa introduce un errore di prospettiva o di misura, e in certi casi questi errori di prospettiva possono essere voluti (per esempio in un obiettivo Fisheye) e in certi altri no. Fatto sta che chi usa la fotografia come strumento di ritratto architettonico non può prescindere dal selezionare attentamente gli obiettivi con meno distorsione possibile. Il Vignetting è un fenomeno alquanto vistoso, e indica quanto un obiettivo risulti più scuro negli angoli rispetto al centro, causando un effetto di “incorniciatura”. La bassa risoluzione invece è un difetto di produzione, intrinseco della struttura ottica dell’obiettivo, che non è stato adeguatamente testato oppure è stato messo sul mercato per clienti amatoriali. La risoluzione, definizione o nitidezza, come ci insegnano gli amici di Fotografia Nadir, si basano su parametri misurabili, quali la risolvenza, il contrasto e l’acutanza.

Le aberrazioni cromatiche, invece, si manifestano verso i bordi della fotografia, dove la luce che viene ricevuta passa non attraverso la parte centrale delle lenti, ma dai bordi, e quindi viene distorta maggiormente, causando leggere ombre laterali che di solito sono di due tipi: quelle più fastidiose che presentano le componenti di rosso e ciano (azzurro), e quelle meno fastidiose, che presentano componenti di luce violetta e gialla.

Come si può quindi valutare un obiettivo o compararne due simili? Per questo ci viene in aiuto il sito Photozone, che con le sue recensioni e prove di obiettivi ha ormai fatto storia avendo recensito più di 200 obiettivi di tutte le marche. Inoltre, se vogliamo avere anche altri pareri, vi consiglio CameraLabs che fornisce oltre a recensioni singole, molte comparative tra obiettivi della stessa fascia.

E’ superfluo dire che una prova dal vostro fotografo di fiducia vale più di qualsiasi recensione scritta su internet, e quindi vi saluto raccomandandovi di provare sul campo ciò che volete o pensate di voler comprare.

Hugin: panorami dalle vostre foto

hugin.png

Hugin è, come si può intendere dal titolo, un programma molto semplice, ma anche molto ben strutturato, per creare dei fantastici panorami collegando due o più foto che avete fatto allo stesso soggetto ma da angolazioni diverse.

Il programma presenta un’interfaccia a schede, nella prima delle quali si può effettuare l’importazione delle foto, l’analisi e la successiva creazione del panorama; a seguire, la scheda per la visualizzazione delle immagini singole, la scheda con i parametri relativi alla lente usata (il programma è predisposto a leggere le informazioni di scatto se vi sono dei dati EXIF nelle foto, quindi generando un profilo della lente, delle sue caratteristiche, del suo angolo di visuale e molto altro potrà presentarvi la giusta prospettiva nella quale la foto è stata scattata), la scheda che permette di eseguire dei ritagli sulle proprie foto, quella più importante, relativa ai punti di controllo, e infine le due schede relative all’ottimizzazzione delle foto (rotazioni, deformazioni, ecc.) e quella per impostare i parametri da utilizzare nella creazione del Panorama.

Hugin può funzionare da solo o insieme a due strumenti molto efficaci (configurabili da menù File -> Preferenze): AUTOPANO (incluso) o AUTOPANO-SIFT (scaricabile e ben più potente del suo fratello minore) e ENBLEND (anch’esso è incluso, ma vi consiglio di aggiornarlo, dall’indirizzo reperibile sempre tramite il sito principale). Il primo di questi due strumenti, ci aiuterà ad individuare i punti di raccordo tra le nostre foto, mentre il secondo renderà omogenee le aree di taglio, facendole, nel migliore dei casi, scomparire. Se utilizzerete questi due strumenti vi basterà usare solo la prima scheda dell’interfaccia e seguire le istruzioni guidate.

Se invece non utilizzerete questi strumenti, dopo l’importazione delle foto dovrete individare i punti di raccordo possibilmente per ogni coppia di foto, ottimizzare gli stessi, impostare i parametri nella scheda “Stitcher” e creare il panorama cliccando su “Stitcha adesso”.

Tutto chiaro?

Fotografia: Reflex - come si comparano

Le macchine fotografiche Reflex hanno un vasto, anzi vastissimo insieme di funzionalità e caratteristiche, sulle quali si deve basare la propria decisione di acquisto.
Ogni fotografo deve saper riconoscere quali caratteristiche sono a lui più care e quali altre meno.

Per prima cosa si deve scegliere la categoria: quasi ogni produttore ha nel suo listino fotocamere più o meno indirizzate al novizio o all’esperto, prendiamo in esame le più famose produttrici di macchine fotografiche per i consumatori: Nikon ha diverse fasce di fotocamere, da quelle per principianti (D40 e D40x), passando per quelle per i più esperti (D80 e D200) ai veri e propri professionisti (ancora D200 e la novissima D300 in uscita, fino alle più importanti D2H e D2X e la nuova nata a pieno formato D3); Canon similmente ha prodotti di fascia amatoriale (quali la EOS 350D e la 400D), di fascia semi professionale (EOS 30D, fino alla EOS 5D a pieno formato, non dimenticando la EOS 40D, fresca di annuncio) fino alla fascia sicuramente più professionale (coperta dalle EOS 1D in tutte le sue varianti a pieno formato, tra cui la più nuova EOS 1Ds Mark III); Pentax propone per ora solo fotocamere di fascia amatoriale (tutta la gamma ormai fuori produzione delle *ist e le nuove K100D, K110D e K100D Super) e semi-professionale (K10D) ma si vocifera anche di una fotocamera di livello professionale di prossima uscita (probabilmente dal nome K1D); Olympus propone solo due modelli che si possono collocare tra l’amatoriale e l’esperto (EVOLT E-510, modello di punta, ed EVOLT E-410) e probabilmente un modello in arrivo per la fascia professionale (che sostituirà la ormai anziana EVOLT E-1, e di cui si sa il nome EVOLT E-3); Sony, ultima arrivata nel campo delle reflex digitali grazie al rilevamento della divisione fotografia Minolta e dei loro impianti, ha potuto usufruire di tutte le sue conoscenze nel campo del digitale abbinate alla grande tecnica e qualità di Minolta, e per ora propone solo una macchina rivolta ad un pubblico amatoriale, la Alpha 100, mentre indiscrezioni e “rumors” fanno intravedere all’orizzonte una ipotetica Alpha 300 o Alpha 1 che si dovrebbe inserire nel mercato professionale.

Una volta che ci saremo fatti un’idea del segmento a cui fare riferimento, possiamo prendere in esame il prezzo. Per molti gradino insormontabile, il prezzo è la “caratteristica” che più di altre potrebbe farci propendere per una fotocamera o per un’altra. Dobbiamo imprimerci a fuoco nella testa che il prezzo della fotocamera sarà la SPESA MINORE. Infatti l’aquisto di obiettivi, almeno tre per i tre principali usi di una reflex (grandangolo, ritratto e teleobiettivo), potrebbero rendere quasi insignificante la spesa effettuata per l’acquisto del corpo macchina. E’ pur vero che in epoca recente l’uso di zoom e telezoom ci semplifica la vita e soprattutto ci fa risparmiare, ma ricordiamoci che più è grande l’escursione focale di un obiettivo zoom, più ci sarà la possibilità che esso sia di qualità scadente (tipicamente si evitano i 18-200mm o 18-250mm che vengono così spesso pubblicizzati come GLI obiettivi definitivi; piuttosto si possono coprire focali più ravvicinate con una serie di obiettivi zoom, quali per esempio: uno zoom tipicamente tra l’ultragrandangolare e le focali di base, quale un buonissimo 16-45mm o un 18-70mm - un focale fissa a 50mm oppure a 70mm - uno zoom tele da 80-200mm o superiore, ma di questo parleremo più approfonditamente nei prossimi articoli). I prezzi per una fotocamera reflex di uso amatoriale variano dai 500 € circa, ai 800 € sempre circa, mentre per fotocamere reflex per esperti vanno dalle 800 € circa a 1′600 € a grandi linee, mentre per quelle professionali si parla di migliaia e migliaia di euro (intorno ai 4′000€ ma è pur sempre una stima approssimativa), per non parlare delle fotocamere di marche che hanno fatto la storia della fotografia, quale Hasselblad che propone il suo modello di punta a 29′900€, che però sono solo ed unicamente per fotografi professionisti e, anche seppur molto raramente, per collezionisti. Ricordiamo inoltre che le fotocamere reflex più commerciali vengono anche vendute in KIT preconfezionati con degli obiettivi zoom di solito molto accattivanti per il principiante, ma di solito non adatti al professionista.

Molto spesso nella scelta della categoria a cui fare riferimento interviene sempre il discrimine introdotto dal prezzo e quindi possiamo considerare queste due “caratteristiche” come una sola.

La terza, o se volete, la seconda, grande discriminante per la scelta della reflex personale è la quantità di lenti compatibili (ed in misura uguale la qualità delle stesse) presenti sul mercato. E’ ovvio che, facendo riferimento a Canon, Nikon ed in minor modo a Pentax, vi sia solo l’imbarazzo della scelta, vista l’enorme disponibilità e la grande varietà di lenti presenti sul mercato per questi sistemi. Canon e Nikon, nonostante abbiano cambiato più volte l’innesto per i propri obiettivi, proprio per la grande produzione riescono a soddisfare qualsiasi bisogno, mentre Pentax, a fronte di una minore produzione, beneficia della retrocompatibilità con tutte le lenti prodotte fino ad oggi (con le necessarie limitazioni in caso di lenti a fuoco manuale). D’altra parte, sistemi come Olympus e Sony sono relativamente giovani nel mercato digitale e hanno bisogno di crescere, ma non vanno sottovalutati nel lungo periodo.

Altre domande a cui trovare risposta riguardano

  • la qualità di costruzione della macchina: struttura in metallo rivestita in plastica o struttura in magnesio? Corpo tropicalizzato (guarnizioni a prova di agenti atmosferici) o no? Che tipo di innesti supporta? Voglio che sia piccola e versatile oppure grande e comoda da maneggiare?
  • l’elettronica usata: di che tipo sono il processore di immagine e il convertitore Analogico Digitale? Di quanti punti di messa a fuoco ho bisogno (e di conseguenza, il sensore quanti ne ha) ? Ho bisogno di una sensitività elevata (oltre i 1600 ISO) ?
  • la comodità d’uso dell’apparecchio: mi piacerebbe avere un mirino ottico in cui si veda quasi la stessa porzione d’immagine che viene poi fotografata (copertura dal 95% in su) o posso accontentarmi di un mirino con la copertura dell’85% ? Voglio uno schermo LCD grande? Lo voglio con il Live View (cioè con la visione di ciò che viene inquadrato, a sostituzione del mirino ottico) ? Voglio una macchina con durata prolungata della batteria e se disponibile anche una impugnatura con batteria supplementare?
  • il tipo di memoria usata: SD? Compact Flash? MMC? ecc…

Infine è sempre molto consigliato fare una comparativa sul campo (se il nostro rivenditore di fiducia ce lo consente) e cioè provare le diverse macchine in condizioni approssimativamente simili. Se questo non è possibile, potete leggere le migliaia di comparazioni che vengono fatte su Internet su siti di Fotografia professionale quali Digital Photography Review, Digital Camera Resource, LetsGoDigital, Camera Labs e PhotoZone, risorse preziosissime per noi fotografi per tenerci al passo con i tempi e per renderci tutto più semplice.

In conclusione possiamo dire, ora, di avere già un’idea più definita di cosa ci interessi, di cosa dovremo chiedere al nostro rivenditore e su cosa potremo chiudere un occhio. Ringraziandovi come sempre per il vostro continuo interesse, vi do appuntamento al prossimo articolo sugli obiettivi che chiuderà questa miniserie dedicata alla fotografia.

Fotografia: Reflex - il corpo macchina

Le macchine fotografiche Reflex devono il loro nome al meccanismo per cui riusciamo a vedere ciò che è inquadrato nell’obiettivo direttamente dall’oculare.
A seconda di come questo meccanismo venga implementato si hanno diversi tipi di fotocamere Reflex: quelle più comuni, le Reflex a Pentaprisma, le Reflex monoculari a pozzetto e le Reflex bioculari a pozzetto. Noi ci occuperemo solamente delle Reflex a Pentaprisma.

Le macchine fotografiche Reflex possono montare obiettivi diversi a seconda dell’occasione, ma degli obiettivi parleremo in seguito.
Esse si distinguono anche per il FORMATO utilizzato, cioè la grandezza della pellicola o del sensore (ove applicabile): esistono il PICCOLO formato (36mm x 24mm), il MEDIO formato (60mm x 45mm - 60mm x 60mm - 90mm x 60mm) e il GRANDE formato (120mm x 100mm). Gli ultimi due sono, come potete immaginare, destinati ad un tipo di fotografia molto professionale (vedi campo pubblicitario: una gigantografia non potrà essere riprodotta a partire da un negativo del piccolo formato, ma proprio da un negativo del grande o medio formato. Per disquisizioni sul target professionale di ogni formato vi rimando a riviste specializzate). Qui, d’altra parte, tratteremo le Reflex per il PICCOLO formato anche detto formato 35mm.

Una macchina fotografica Reflex, che sia digitale o a pellicola è prima di tutto un investimento. Non è per chi cambia idea dalla sera alla mattina, non è per chi vuole la fotocamera ultimo grido e non è nemmeno per chi non ha solide basi di fotografia alle spalle. Detto questo, cominciamo ad analizzare in ogni suo aspetto il cosiddetto “corpo macchina”.

La prima cosa che si può vedere prendendo in mano un qualsiasi corpo macchina reflex è lo specchio. Lo specchio è situato in modo da coprire per intero l’elemento sensibile (che esso sia un sensore o la pellicola) e ripararlo dalla luce. La sua funzione è quella di poter permettere al fotografo di vedere direttamente ciò che è inquadrato nell’obiettivo. Per questo motivo, e per il suo funzionamento (esso si alza durante l’esposizione in concomitanza con l’apertura dell’otturatore), non potremo vedere il soggetto della fotografia durante lo scatto.

La seconda cosa che potremo notare subito è la presenza di molti più bottoni, ghiere e rotelle di una macchina compatta. Le ghiere di solito si trovano sulla parte superiore della reflex e possono essere una o due, di solito la prima ha la funzione di impostare la priorità di scatto, cioè ci da la scelta se scattare in Automatico (anche detta Modalità Verde), in Program (per spostarsi tra le varie priorità molto più in fretta che girando questa ghiera), in priorità di Tempi (spesso indicata con S oppure con Tv - noi impostiamo il tempo di scatto e la macchina in automatico imposta il diaframma, l’esposizione e la sensibilità, ove previsto), in priorità di Diaframmi (indicata spesso con A oppure Av - noi impostiamo il diaframma e la macchina fa tutto il resto), in priorità di Sensibilità (non tutte le macchine hanno questa opzione, ed è presente solo nelle reflex digitali, indicata con Sv - noi impostiamo la sensibilità), in priorità di Tempi e Diaframma (non tutte le macchine hanno questa opzione, quelle che l’hanno la indicano con la sigla TAv), in Manuale (M e noi controlliamo tutto), in posa B per esposizioni prolungate. Alcune reflex hanno anche un’altra opzione, di solito indicata con una X rossa ci permette di impostare i parametri in modo che siano sincronizzati con il Flash. La seconda ghiera, ove presente può facilitare l’accesso ad alcune funzioni particolari della fotocamera, funzioni che la casa produttrice ha ritenuto più importanti di altre e che quindi ha messo a disposizione in modo più accessibile.

Le rotelle, invece, si possono trovare sul fronte o sul retro del corpo macchina e in modalità di scatto serviranno per lo più ad impostare i Tempi, i Diaframmi e/o la Sensibilità a seconda di quale modo d’uso stiamo impiegando, mentre in modalità di revisione serviranno a spostarci tra le foto scattate e zoomare sui particolari. I bottoni, infine, sono presenti quasi esclusivamente sul retro della macchina, per lo più vicini allo schermo LCD, e servono per visualizzare le foto scattate, accedere alle anteprime, cancellare e gestire le foto sulla scheda di memoria. Dalla parte opposta alla ghiera dei modi d’uso, se non è presente una seconda ghiera, vi è un piccolo schermo a cristalli liquidi che ci rivelerà le informazioni impostate per lo scatto successivo. Se invece è presente una seconda ghiera, allora questo schermo sarà sul retro della fotocamera.

Sul fronte del corpo macchina di solito non vi è più di uno o due bottoni, dei quali uno, quello più vicino all’innesto dell’obiettivo, serve per sganciare lo stesso dal corpo macchina, e di solito è posto in modo tale che sia facile smontare l’obiettivo con una mano sola. Su alcune camere è anche presente un comando per cambiare la modalità di messa a fuoco tra fuoco manuale, fuoco automatico e fuoco a ripetizione.

Sul retro infine vi sarà un bottone tra i tanti che vi permetterà di impostare il tipo di scatto (singolo, a ripetizione, autoscatto, con o senza flash…) il bilanciamento del bianco, e la sensibilità per la fotografia.

[image courtesy by fotografia.pastrugni.com & camera details based on the Pentax K10D Review of dpreview.com]

Fotografia: a cosa fare attenzione prima di comprare una macchina fotografica

Oggigiorno, se siamo alla ricerca di una macchina fotografica digitale per stare al passo con i tempi, con la grande quantità e varietà di fotocamere presenti sul mercato, può succedere che non si riesca a trovare ciò che fa per noi.

Quando parlo con dei miei amici non esperti di fotografia, mi sento sempre chiedere: “Ehi, Perry, hai visto questa? è più piccola della tua reflex, ha pure 12 Mp e costa molto di meno!”.

Peccato che essendo più piccola lo spazio all’interno della fotocamera sia gestito in economia. Peccato che 12 Mp su un sensore così piccolo siano pieni di rumore.

Quindi armiamoci di santa pazienza e addentriamoci in una trattazione più approfondita.

Prima di tutto dobbiamo metterci in testa che il digitale è diverso dal formato pellicola. Non è comparabile, è solo diverso. I migliori fotografi ancora adesso utilizzano in certe situazioni la pellicola.

Piccolo avvertimento: in fotografia pressocchè qualsiasi cosa è misurata in millimetri (mm) quindi fate attenzione a non confondervi tra le varie misure di sensori, obiettivi, ecc.

La maggiore differenza tra i due formati è che, se per le macchine fotografiche a pellicola (cosiddette 35mm appunto per il formato della pellicola), che esse siano state reflex o compatte, la pellicola rimaneva sempre la stessa, cioè non variava le sue dimensioni, per le macchine digitali non si può dire altrettanto, perchè esistono vari tipi di sensori utilizzati. Una breve panoramica potra schiarirvi le idee. Posto che il formato pellicola produce dei negativi di 36mm x 24mm ed ha un rapporto di 3:2 tra i suoi lati (36:24 = 1,5 = 3:2), i sensori digitali invece si distinguono in:

  • Formati 3:2 per Reflex
    • Full Format, circa 36×24 anch’essi in formato 3:2 (formato identico a quello della pellicola, montati solo su Reflex Digitali di fascia professionale [Canon EOS 1Ds MARK II e Canon EOS 5D per fare un esempio] e che riproducono immagini della stessa dimensione di quelle a pellicola)
    • APS-H, circa 29×19 (sono pochissime le fotocamere che utilizzano questo formato)
    • APS-C, circa 24×16 anch’essi in formato 3:2 (montati solo su Reflex. Le dimensioni variano a seconda del fabbricante tra i 22,2 x 14,8 fino ai 23,6 x 15, 8)
  • Formati 4:3 per Reflex
    • Il formato FourThirds (QuattroTerzi) adottato solo da Olympus e Panasonic con dimensioni del sensore di circa 18 x 13.5
  • Formati 4:3
    • Altri formati in disuso, quale quello di 1″
    • Sensori 2/3″ pari a circa 8,8mm x 6,6mm
    • Sensori 1/1,8″ pari a 7,2mm x 5,3mm
    • Sensori 1/2,7″ pari a 5,3mm x 4mm

Differenza tra formato Full Format (Bianco) e APS-C (Azzurro)

Differenza tra formato Full Format (Bianco) e formati per compatte (Verde)

Differenti formati per compatte

Ora, capite bene perchè si dice che i Megapixel non solo la sola cosa che conta? Se avete una macchina da 12 Megapixel, ma un sensore da 1/2,7″ capite bene che il rumore su quel sensore sarà molto ma molto di più che su un sensore più grande perchè a parità di megapixel i pixel recettori devono essere più piccoli.

Quindi, dopo questo lungo ma dovuto discernimento sui sensori prendiamo in esame quali sono le caratteristiche da prendere in considerazione quando state per comprare una fotocamera digitale:

  • Tipologia del sensore. Anche se fino ad oggi le compatte hanno privilegiato l’uso di sensori CCD, i grandi investimenti di Sony e Canon nel settore CMOS per le compatte presuppongono un’introduzione di questi elementi anche nella fotografia amatoriale. Le differenze tra CCD e CMOS ci sono e sono tante, nel bene e nel male, tra le quali la minor potenza dissipata e la maggior velocità del CMOS, la miglior resa della gamma dei toni e la miglior pulizia dell’immagine per i CCD. Valori che comunque cambiano da produttore a produttore e potrebbero anche variare di molto. Per ora di compatte con CMOS non ce ne sono, quindi CCD.
  • Risoluzione del sensore. Indica gli effettivi pixel che un sensore è in grado di produrre. E’ bene prestare attenzione anche alla risoluzione minima oltre che a quella massima, perchè questa potrà venirci in aiuto quando avremo i supporti di memorizzazione quasi pieni. Una fotocamera compatta non può trarre benefici significativi a risoluzioni maggiori di 8/9 Megapixel proprio per la ridotta dimensione del sensore. La risoluzione ottimale potrebbe essere 7.1 o 6 Megapixel.
  • Formati di immagine. Sono i vari formati in cui possiamo registrare le nostre foto. Tipicamente una compatta avrà solo JPEG e TIFF a differenza delle Reflex che avranno anche il formato RAW che si può considerare come il negativo digitale.
  • Sensibilità. Minore è la sensibilità, più fine sarà la grana dell’immagine, quindi più dettagliata. Maggiore sarà la sensibilità, maggiore sarà la possibilità di diminuire il tempo di posa evitando così la possibilità di mosso. L’impostazione ideale non esiste, bisogna effettuare compromessi, tenendo conto che una minore sensibilità è sempre preferibile. In genere sono presenti sensibilità ISO che possono andare da 64 a 1600 (per alcune fotocamere si arriva a 3200 via software). Io consiglio di non suprare mai i 400, visto che, a sensibilità maggiori, il rumore aumenterebbe sensibilmente.
  • Bilanciamento del bianco. Caratteristica molto spesso sottovalutata, ci permette di ristabilire le colorazioni reali in condizioni di luce artificiale.
  • Mirino ottico e Schermo LCD. Sempre più frequentemente vengono immesse sul mercato fotocamere senza mirino ottico, e di conseguenza senza la possibilità di spegnere lo schermo LCD per risparmiare batterie. Questo potrebbe non interessare a chi fa foto amatoriali o a chi fa poche foto, ma, visto che lo schermo LCD consuma molto, chi fa molte foto è pregato di controllare l’effettiva presenza del mirino ottico. Grandezza e risoluzione del monitor LCD sono parametri da valutare attentamente, ma non hanno questo grande impatto sulla qualità delle vostre foto, più che altro, per la vostra comodità. Recentemente ci si è attestati su LCD da 2,5″ e 230.000 pixel.
  • Schede di memorizzazione. Vari tipi sono le schede di memorizzazione, tra le quali Compact Flash, Compact Flash II, Secure Digital, MicroDrive, MMC, MemoryStick. Le più usate sono le Secure Digital che offrono velocità molto grandi a prezzi contenuti.
  • Obiettivo. L’obiettivo è la cosa più importante nella scelta di una fotocamera digitale visto che non è intercambiabile e ve lo dovrete tenere fino alla prossima macchina fotografica. Prima di tutto pensate a cosa fotografate di solito: se vi vengono in mente grandi panorami e scene molto larghe cercate una fotocamera con un obiettivo che abbia come valore grandangolare (cioè la cifra minore dell’escursione focale, per esempio, in un obiettivo 35-105mm il valore grandangolare è 35mm) l’equivalente di 28mm (quando si vogliono rapportare i valori del digitale al formato 35mm si dicono “equivalenti di …”) o minore; se invece vi vengono in mente primi piani di animali, vi servirà trovare una fotocamera dotata di zoom con un valore telescopico molto alto (il valore “tele” è il più alto nell’escursione focale, per l’esempio di prima il tele è 105mm), equivalente a minimo un 200mm. Per tutte le altre situazioni potete accontentarvi di un 35-140mm.
  • Tempi dell’otturatore. Sono i tempi di scatto e vanno da una frazione di secondo a svariati secondi. Solitamente è bene avere a disposizione tempi di scatto veloci, almeno 1/1000 di secondo, e lenti, almeno 4 secondi. Controllate se si ha la possibilità della posa B, detta anche posa Bulb, che vi potrà essere utile per riprendere scende in cui la luce si muove, per esempio i fuochi artificiali.
  • Batterie. Controllate se la macchina funziona con pile fornite dal produttore o con pile stilo o ministilo ricaricabili. La scelta dipende dalla vostra comodità.
  • Video. Alcune fotocamere consentono anche la ripresa in modalità video, che però non sarà mai paragonabile alle riprese video fatte con una videocamera amatoriale. Se però avete bisogno di fare filmini di breve durata, fate attenzione alla risoluzione di ripresa, una a 640×480 o maggiore può andare bene, e alla velocità di ripresa, tipicamente misurata in fotogrammi al secondo (maggiore è il valore fps, maggiore sarà la qualità del video.).
  • Stabilizzazione ottica e digitale. Fate attenzione alla parola “stabilizzato” riferito ad un obiettivo di una fotocamera compatta. Molto spesso non è una stabilizzazione ottica (ad alto livello) o stabilizzazione dovuta allo shift del CCD per compensazione (a medio livello) ma una stabilizzazione digitale, cioè fatta via software, cioè inutile, anzi, a volte dannosa.
  • Caratteristiche proprie della fotocamera. Qui potete trovare ogni cosa, molto spesso caratteristiche pubblicizzate al massimo che poi in fin dei conti non servono a nulla. Tra le caratteristiche più spesso incluse in una compatta digitale vi sono:
    • resistenza all’acqua
    • wireless
    • face detection
    • touch screen

Nota: Non sempre sulla descrizione di una fotocamera vengono segnalate le dimensioni del sensore, ma qui ci viene in aiuto la storia dell’ “equivalente nel formato 35mm”. Infatti possiamo sempre controllare sulla macchina la reale escursione focale dell’obiettivo nel formato digitale (per esempio 7,15-28,6) e controllare il suo equivalente nel formato 35mm (per la stessa macchina dell’esempio, l’equivalente è 35-140mm) trovarne il rapporto (sempre nello stesso caso, il rapporto è di 0,204 cioè circa 1/5): questo è il “fattore di crop” per la vostra macchina. Ora dovete cercare nella tabella di seguito, a quale sensore si avvicina di più il vostro fattore di crop. Così avete le dimensioni del sensore anche se non viene specificato sulla scatola e/o sull’etichetta.

Crop = 1 -> Full Format

Crop = 5/8 -> APS-C

Crop = 1/2 -> FourThirds

Crop = 3/8 -> 12,8mm x 9,6mm

Crop = 1/4 -> Sensore 2/3″

Crop = 1/5 -> Sensore 1/1,8″

Crop = 1/6 -> Sensore 1/2,5″

Crop = 1/7 -> 4,8mm x 3,6mm

Crop = 1/8 -> 4,54mm x 3,42mm

Crop = 1/9 -> 4mm x 3mm

[images courtesy by 123di.com & dpreview.com]

Fotografia: la macchina fotografica

La macchina fotografica è lo strumento cardine per chi vuole fotografare, quindi incominceremo questa trattazione sulle varie tipologie di macchine fotografiche illustrandone la classificazione, l’uso e il principale target di mercato. Se si prende in considerazione l’aspetto esteriore delle macchine fotografiche, che esse siano analogiche o digitali, si avrà subito una prima classificazione in base alla “compattezza” (classificazione che va di pari passo con il costo e quindi il prezzo della fotocamera):

  • le ultra compatte (dotate di uno zoom limitato spesso a 3x, oppure dotate di un obiettivo a focale fissa);

    g_00033997.jpg

  • le compatte (poco più grandi delle ultracompatte, ma mettono a disposizione tipicamente un obiettivo zoom con escursione focale limitata, tipicamente un 4x o più -equivalente spesso al 35-140mm del formato 35mm-);

    g_00031155.jpg

  • le bridge (più grandi di una compatta, mettono a disposizione un obiettivo a lunga escursione focale, tipicamente un 10x / 12x);

g_00030531.jpg

  • le Reflex anche dette SLR, da Single Lens Reflex, categoria a cui appartengono nomi del gotha della fotografia (che sono di dimensioni più grandi delle bridge, ma comparabili, e non hanno un obiettivo fissato al corpo macchina, come tutte le precedenti categorie, ma offrono la possibilità di montare a piacimento e a seconda dell’occasione l’obiettivo che si desidera);

g_00032198.jpg g_00003313.jpg g_11000087.jpg

Se invece proviamo a classificarle in base alla destinazione d’uso, avremo che:

  • le ultra compatte e le compatte assieme ad una parte del segmento bridge sono destinate agli amatori, quindi per fotografie amatoriali di tutti i giorni (per questo le compatte e le ultra compatte vengono dette “punta e clicca” o “point & shoot”, proprio per la grande maneggevolezza e il minor numero di impostazioni da settare);
  • l’altra metà del segmento bridge e una piccola percentuale delle macchine Reflex sono indirizzate a quell’utenza che si posiziona tra il fotografo amatoriale e il fotografo professionista, categoria spesso identificata dalla parola inglese “prosumer”;
  • la maggior parte se non tutto l’insieme delle Reflex è di competenza del fotografo professionista;
  • seppure come sottocategoria dei fotografi professionisti, si ha la fascia alta delle Reflex e tipicamente le macchine più nobili, quali quelle a medioformato (tra le quali abbiamo marchi che hanno fatto la storia della fotografia, quali Hasselblad e Rollei), sono di uso quasi esclusivo di chi fa della fotografia il suo mestiere, i fotografi professionali.

Nel prossimo articolo tratterò in breve tutte le caratteristiche per scegliere una macchina fotografica amatoriale, mentre poi vi sarà una serie di articoli sul mondo delle Reflex.

[images courtesy by Pixmania.com]

Guerra dei blog… Parte II

Bene, lo sapevo che se avessi pubblicato un post “politico” si sarebbe scatenata la guerra dei commenti…

Vabbè, chi è causa del suo mal pianga se stesso… la prossima volta ci penserò sù due volte prima di pubblicare una cosa del genere…

Ora torniamo ad argomenti SERI e che interessano la maggior parte degli italiani: IL CALCIO!!!

No, dai, scherzavo, ma era per stemperare gli animi…

Allora, se qualcuno ha informazioni riguardo a delle mostre fotografiche di grandi fotografi che si tengono a milano, me lo comunichi, che voglio darmi alla fotografia… sul serio! (anche sul lambro se volete…)