Peccato.
Ma si sa, quando uno se le sogna certe cose…
Speriamo almeno che l’altra cosa che ho sognato non si avveri.
Se no sono guai.
Guai GROSSI.
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Che brutta giornata!!!
La Storia, Il Milan, e l’uomo in più.
London, Wembley Stadium, 22nd May 1963
Madrid, Santiago Bernabéu, 28 de Mayo de 1969
Barcellona, Camp Nou, 24 de Mayo de 1989
Wien, Prater Stadium, 23 Mai 1990
Αθήνα, ολυμπιακό στάδιο Σπυρίδων Λούης, 18 Μάιος 1994
Manchester, Old Trafford, 28th May 2003
Αθήνα, ολυμπιακό στάδιο Σπυρίδων Λούης, 23 Μάιος 2007
Città grandi, piccole, calde e fredde, meta di turisti perchè patrie di grandi artisti, “patrie” un po’ anche per quel tifoso milanista che a tornarci si sente a casa.
Non sa perchè ha questa sensazione, non sa perchè una coppa vinta in quei luoghi può fare così tanto, portare addirittura sentimenti nuovi, sconosciuti, insperati forse, inaspettati di sicuro.
Ma lui è lì, ammira e scruta cercando nel passato ciò che arriva dal futuro, sempre rispettoso della sacralità del luogo, luoghi amati, sognati, agognati, avuti, conquistati almeno una volta, ma ancora desiderio unico ed eterno.
E allora ripensa ai “suoi” eroi che fecero la storia dove la storia fu creata, tempo addietro, in giorni ed epoche lontane, confondendo immagini di guerrieri del tempo perduto con gli undici condottieri che fecero l’impresa contro armate di soli undici uomini, talvolta pensandoci per caso, e sorridendo alla fine del sogno, perchè la consapevolezza che il sogno è diventato realtà sta nei nostri cuori, cuori fragili quando s’incontrano momenti tristi, e luoghi tristi come Bruxelles, Monaco di Baviera, la stessa Vienna e l’incredibile Istanbul, ma anche cuori forti, che sanno reggere l’emozione della vittoria, l’emozione della festa e della gioia, cuori che sanno rendere omaggio anche ai vinti, ringraziandoli per l’impegno ma rinviandoli ad un altro tentativo, magari augurando loro più fortuna, anche e soprattutto la fortuna di non combattere più con i nostri eroi, nel caso in cui vogliano sollevare al cielo le grandi orecchie del loro desiderio.
E’ così che va a finire, che per caso, un ragazzo che in tempi addietro aveva iniziato la storia, per una volta sia anche quello che la chiude.
Con due prodezze, un lieto fine ed un arrivederci, perchè lui sa, come il tifoso, che in fondo questa non sarà l’ultima volta.
Auguri Milan, attempato ma ancora vigoroso compagno di vita, amico ed entusiasta protagonista delle nostri notti insonni, che, grazie a te, ci riportano a tempi in cui le battaglie valevano più della vita e della patria: Onore e Gloria nella Storia.
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Leggendo oggi l’articolo di Mario Sconcerti sul Corsera, mi è venuto in mente che la stessa analisi l’ho fatta davanti alla televisione, quando ricordavo che Rafael Benitez disse, prima della finale di Atene, non avrebbe snaturato il suo modulo per marcare Kakà. Avrebbe quindi schierato il Liverpool con 5 giocatori a centrocampo per avere “l’uomo in più“. Avrebbe anche fatto giocare Gerrard in posizione tale per cui sarebbe diventato “l’uomo in più” dovunque e Kuyt (nessun gol in Champions fino a quel momento) al posto di Crouch e Bellamy perchè lui avrebbe saputo coprire gli spazi in attacco, di modo che sarebbe anche lui diventato un altro “uomo in più“.
Paradossalmente però l’uomo in più l’ha avuto il Milan, che in Inzaghi ha trovato il suo terminale offensivo più pungente e più avvezzo a gare di rimessa come quella che è stata la Finale di Atene per il Milan.
Ricordo inoltre al carissimo Mario Sconcerti, per il quale nutro grande ammirazione, che per vincere una Finale il bel “giuoco” (come dice il nostro Presidentissimo) non è strettamente necessario. Il bel gioco lo si è visto durante tutta la parte finale della stagione (e scusate se è poco), nella finale, invece, avendo come unico obiettivo quello di capitalizzare al massimo tutto ciò che di buono si è fatto durante la stagione, si è trovata l’unica soluzione ammissibile. Certo, ben venga il bel gioco, ma se davanti ci troviamo squadre costruite apposta per non far giocare l’avversario, allora non mi si venga a dire che il Milan è “Brutto ma Vincente”.
Atene 2007: La Storia si ripete…
… ma, purtroppo per il Liverpool, non è quella del 2005.
A.C. MILAN: CAMPIONE D’EUROPA PER LA 7° VOLTA
Dopo le semifinali con il Manchester che avevano ricalcato quella del 1994 con il Monaco, anche la Finale di Atene prende a prestito il risultato della Finale del 1963. Con lo stesso risultato di Londra 1963, con cui a Wembley il Milan sconfisse il Benfica, il Milan porta a casa la sua settima tra Coppe dei Campioni e Champions League. Inzaghi imita Altafini e segna una doppietta proprio in finale.
Il primo di SuperPippo (per grazia di Pirlo):
L’esultanza per il primo gol, per cui quasi si fa male rotolando a terra dopo aver inciampato:
Il secondo:
Nel finale il Milan subisce l’unico gol del Liverpool di Kuyt, probabilmente per un rilassamento difensivo. Ma la rimonta si ferma prima ancora di cominciare e il Milan gestisce il risultato, portando a casa la coppa.
Foto di gruppo di rito:
Domani, dopo aver smaltito la sbornia di emozioni, vi regalerò un post degno di quello che scrissi dopo la vittoria ai Mondiali.
Grazie a tutti, mi raccomando: commentate il più possibile e scrivete le vostre sensazioni e chissà che non ne venga fuori qualcosa di buono.
[foto via Gazzetta]
Marvellous Night
La sintesi, in versione estesa e con il commento in inglese, che così è ancora meglio, come sul blog di zillo.
“[quella che veniva considerata...] la squadra più forte d’Europa, travolta da un Milan siderale” dalla telecronaca di SKY
Segni premonitori…
Lo so. Dovrei scrivere un articolo adesso. Sulla partita, sul grandissimo Milan, sulle magie di Kakà che oggi era un alieno, ma non ne ho la forza e soprattutto la lucidità.
Quindi mi rilasso dallo sforzo sostenuto raccontandovi come è andata la mia giornata:
Mi sveglio e chissà perchè ho in mente Monaco, ma non il Monaco di Baviera, il Principato di Monaco.
Lì per lì non capisco…
Studio, mangio, faccio tutto quello che devo fare e poi entro in clima prepartita.
Ed è qui che mi viene in mente che nel 1994 il Milan conquistò la qualificazione alla Finale di Champions League (ad Atene, guardacaso…) proprio contro il Monaco, squadra del Principato, proprio per 3-0, con Gol di Desailly, Albertini e… Massaro.
Come ca**o ho fatto a dimenticarmene, visto che è anche stata l’ultima partita di Champions che ho visto allo stadio con tutta la famiglia, e mi ricordo che per me è stato bellissimo, c’era la “ola” e ridevo, ridevo…
Vabbè, mangio e subito davanti a SKY Sport 1 sperando che il temporale non disturbi il segnale.
E’ in quel momento che vedo entrare nello stadio il mio idolo di allora, DANIELE MASSARO.
E’ lì, in quel momento che capisco come andrà a finire, ma ancora non voglio ammetterlo.
Poi… beh, poi la partita l’avete vista spero.
I miei complimenti a Pirlo, Gattuso, Seedorf, l’Alieno e finalmente anche a Gilardino, che per una volta l’ha difesa bene la palla… eheh!
Un 3-0 salutato dal Telegraph con un agghiacciante (per loro inglesi supponenti che credevano che il calcio italiano fosse rappresentato da quella Rometta che ne ha prese 7) “United Outclassed” e cioè United Surclassato!
Fino all’86esimo quando, in tensione per un eventuale gol del Manchester, vedo il segno definitivo: le telecamere inquadrano la “ola” di San Siro (forse per il Manchester sarebbe meglio SAD SIRO) e lì ho capito. E’ stato come un’illuminazione solo che stavolta invece di ridere ho pianto, ho pianto, ho pianto e ho pianto ancora e sto piangendo ancora adesso… Ma di Gioia!
Forza Grande Magico Milan
Zitti tutti: Bayern Munchen 0-2 Milan AC
Milan delle grandi occasioni all’Allianz Arena mette subito in chiaro le cose non concedendo nulla nei primi minuti di exploit del Bayern e ricaccia i tedeschi con grande calma e compostezza nella loro metà-campo.
Pochi minuti e al 27′ Seedorf si inventa un dribbling fuori area e da posizione quasi decentrata spara (sì, sì, spara proprio!!) un rasoterra che si infila alla destra del rientrante Kahn che non può fare altro che guardare il pallone entrare in rete.
Esultanza dura la mia, quasi isterica, ma ho in mente che se raggiungiamo il 2-0 poi i risultati favorevoli sono 2 su 3 per noi. Come al solito i miei cercano di fermarmi, ma non ce la fanno…
Passano pochi minuti e ancora Seedorf illumina l’Allianz Arena al 31′ con un passaggio di tacco a Inzaghi che davanti a Kahn (e in lieve fuorigioco, ma compensa il gol regolare annullato a Gila all’andata) insacca con un tiro molto potente che non mi sembrava di ricordare nel suo repertorio.
Esultanza molto più bella di prima, e liberatoria finalmente.
So che il Milan non ne metterà dentro più, quindi da adesso in poi si soffre -mi dico-.
E invece il Milan domina fino al 70′ momento in cui il Bayern trova forse fresche con Santa Cruz prima (dal 1′st) e Pizarro poi (dal 61′st).
Ultimi 20 minuti molto belli, in cui si capisce che il Bayern non si arrende, ma se la gioca fino alla fine anche se c’è quasi l’impressione che recuperare 2 gol contro questo Milan sembri anche a loro una cosa impossibile, perchè tutto ciò che è andato storto all’andata, oggi è andato per il verso giusto: un grandissimo Dida, un magnifico Nesta e soprattutto un ispiratissimo Seedorf.
Grazie ragazzi, come sempre mi regalate sensazioni uniche.
Vai Milan, Vai…
Citazione d’obbligo per il sempre splendido Fabio Caressa (“se và sempre così, mi trasferisco in Germania” con evidente allusione al Campionato del Mondo vinto dall’Italia proprio in Germania) che commenta sempre con quel qualcosa in più. E quando c’è lui, stranamente il Milan vince sempre… speriamo che a Manchester ci raggiunga.
Ciao a tutti e alla prossima.
Va bene Ragazzi
Peccato!
Poteva essere l’ennesima finale, ma purtroppo non ci saremo a Parigi… poco male, una sofferenza in meno!
Nulla da recriminare, abbiamo giocato alla pari contro un Barcelona sostenuto da 95.000 tifosi e per gran parte del secondo tempo li abbiamo messi sotto… una partita equilibrata, a tratti molto bella per il gioco espresso, molto meno tattica dell’andata anche perchè a metà partita le squadre hanno incominciato ad aprirsi e lasciar giocare l’avversario.
Ci avevo creduto, anche perchè Dida ha parato 3 palloni facendo miracoli e di solito queste cose capitano davvero nelle notti dei miracoli!
Beh, sarà per un’altra volta, l’anno prossimo saremo ancora lì, ci posso scommettere… e magari riusciamo a portarci a casa un posto per andare in finale se la smettiamo di far giocare per forza la premiata ditta “Seedorf&Pirlo” dall’inizio alla fine della stagione ininterrottamente.
L’unico rammarico è quello di aver preso quel maledetto gol a Milano in casa per una disattenzione della difesa e, devo dirlo, una magia di Ronaldinho.
Beh, comunque, anche se non ce l’abbiamo fatta mi sento di dire:
Grazie Milan!!! Sei comunque il più forte.



