In un buon Home Theater, come vi ho detto in precedenza, l’amplificazione deve essere demandata ad un componente a parte, quale un Amplificatore o Ricevitore A/V o se avete particolare disponibilità di finanze, un Amplificatore integrato Cinema DSP. Sono tendenzialmente contrario alle soluzioni “All-in-one”, primo perchè la qualità non è alta, e quand’anche lo fosse, non c’è comunque la possibilità di aggiornamento di un singolo componente. Se vi si rompe per esempio il componente ottico del lettore non potete sostituire solo quello, ma tutto il sistema.
Premessa: un sintoamplificatore non è un componente che si cambia molto spesso, quindi non abbiate fretta nel sceglierlo, perchè vi rimarrà per molto tempo.
Cominciamo dalle basi: a cosa serve un componente di questo tipo? che cosa fa in pratica?
Un Ricevitore o Amplificatore AV serve indifferentemente diversi scopi: permette che sorgenti multiple abbiano un unico output audio/video da configurare (una sorta di “effetto imbuto”); amplifica il suono proveniente da queste fonti e lo indirizza all’uscita audio definita, cioè il vostro sistema di casse acustiche; riceve segnali video dalle vostre sorgenti e lo indirizza alla vostra TV o al componente di uscita video da voi scelto, nella maggior parte dei casi offrendo la capacità di un upscaling video* su Component, quello che si potrebbe chiamare la controparte dell’amplificazione audio per le immagini.
Un sintoamplificatore o ricevitore audio-video quindi è un apparecchio che incorpora sostanzialmente 3 elementi elettronici: un sintonizzatore, un pre-amplificatore e un amplificatore di potenza**. Ciò che lo distingue da uno stereo è appunto la capacità di amplificazione di più di due canali. Le sue funzionalità audio principali sono: sintonizzatore di radio frequenza, decodifica per informazioni audio codificate quali per esempio Dolby Digital e Digital EX, DTS e DTS ES, applicazione di effetti DSP, amplificazione dei segnali audio.
Caratteristiche principali:
- Potenza in uscita per canale (per un ambiente 5m x 4m è più che sufficiente 100/150W per canale, per altre metrature fate un po’ i vostri conti o fatevi consigliare). Fattore da mettere in relazione al tipo di sistema acustico da scegliere. E’ ovvio che non si può avere un sistema audio da 150W e un amplificatore da 100W, ok? Se avete dubbi su questo, vi consiglio di farvi aiutare da un vostro amico che si intende di elettronica. (Suvvia, tutti abbiamo almeno un amico che s’intende di elettronica!!!)
La potenza su manuali e su specifiche tecniche è indicata in tre modi, e cioè:
- Potenza Standard DIN: è la potenza erogata, misurata su una sola frequenza, il più delle volte quella di 1kHz, quindi non significativa. Si nota che è sempre superiore alla potenza di uscita RMS.
- Potenza di Uscita RMS: è la potenza erogata, misurata su un range di frequenze, di norma dai 20Hz al 20kHz, con un’impedenza di 8 Ohm (8Ω). Questo è il valora a cui fare riferimento.
- Potenza dinamica: è la potenza erogata in condizioni di uscita audio con impedenza variabile dai valori standard. Vengono elencate di solito i valori per alcuni tipici valori di impedenza.
- Decodificatori. I decodificatori sono ciò che creano il campo sonoro dal segnale digitale del vostro disco DVD. I più comuni sono:
- Dolby Digital / Digital EX
- DTS / DTS-ES Matrix 6.1, Discrete 6.1, DTS Neo:6, DTS 96/24
- Dolby ProLogic / ProLogic II / ProLogic IIx
- Altri programmi, di solito proprietari della casa produttrice (Cinema DSP e Silent Cinema sono i più comuni, a volte con nomi diversi)
- Convertitore D/A. Il convertitore Digitale -> Analogico deve essere capace di processare il segnale ad alta frequenza, per una conversione più fedele possibile. Tipicamente è fornito un Convertitore D/A da 192kHz su 24bit. Il convertitore Analogico -> Digitale invece dovrebbe essere un 96kHz sempre su 24bit
- Connessioni. Mai scegliere un sintoamplificatore senza aver visto il retro, ovvero dove ci sono le connessioni. Il retro di un amplificatore vi può dire tutto sulla qualità di quel sistema.

Questo è un esempio di cosa si può trovare sul retro di un buon sistema. Quello in foto è un sistema 7.1, cioè due uscite per i diffusori stereo (Front A), due per i surround (Surround), due per i surround posteriori (Surround Back) e una per il canale centrale (Center) per i dialoghi, più una per il subwoofer (Pre-Out Subwoofer) che gestisce i bassi.
- Certificazioni ricevute. Lo so, non è importante, molti amplificatori di ottima qualità non hanno alcuna certificazione per tenere bassi i costi, ma se avete sottomano un sistema certificato THX, state sicuri che è allo stato dell’arte. In parole povere: se un sistema non ha certificazioni non è detto che sia cattivo, mentre se le ha, avete un’assicurazione in più sulla qualità. (Personalmente possiedo uno Yamaha RX-V757 che non ha ricevuto certificazioni, e va più che bene)
- Configurazione automatica. Questo è particolarmente importante per chi di voi non ha una stanza in cui si possono disporre le casse come suggerito nei manuali, perchè, grazie a questa opzione di configurazione, vi basterà collegare un microfono al Sintoamplificatore e posizionarlo dove di solito si vede la televisione, per avere un settaggio automatico dei diffusori (vengono calcolate in automatico, attraverso una serie di suoni emessi dai diffusori e ricevuti tramite microfono la distanza, la posizione e l’eventuale ritardo del suono di ogni cassa diffusore)
Configurare l’AV Receiver o l’AV Amplifier è operazione da farsi dopo aver collegato il sistema audio scelto, quindi verrà trattato come argomento a parte, in coda all’ultimo articolo della serie.
Come per il capitolo relativo alle sorgenti vi faccio alcuni esempi.
Sintoamplificatori (AV Receivers) di fascia media:
Denon AVR-2307
Onkyo TX-SR674E
Pioneer VSX-1016V-S
Yamaha RX-V659
di fascia alta:
Tutti gli Onkyo e i Denon sopra a quelli citati in fascia media
Pioneer VSX-AX4ASi-S
Yamaha RX-V1700 e RX-V2700
Amplificatori integrati Cinema DSP:
Denon AVC-A1XVA
Onkyo TX-NR5000E
Yamaha DSP-Z9
Aggiungo che questi proposti sono di marche da me conosciute, e perlomeno, se non possedute, almeno testate. Di altre marche se ne parla in giro, quale per esempio Marantz, ma sinceramente non vi posso dire nulla, se non che negli anni settanta era una marca che valeva veramente poco (così mi dice mio padre), ora invece sembra aver cambiato decisamente rotta, ma comunque non saprei consigliarvene.
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Note:
* – L’upscaling video non converte realmente una fonte a definizione standard in alta definizione, ma rimappa i pixel dell’immagine standard in un formato compatibile con uscite ad Alta Definizione. Ciò che ne risulta è un’immagine riscalata a risoluzione maggiore, ma non a definizione maggiore. (In pratica si deinterlaccia l’immagine e la si rende adeguata alla risoluzione predefinita) Per effettuare l’upscaling si usano varie tecniche, anche simultaneamente, tra le quali le più usate sono: post-processing statistico, riquantizzazione, auto-luminosità, scomposizione dei blocchi, auto-sharpness e auto-soften, rimozione del rumore. Ciò che interessa a noi è che l’immagine è qualitativamente migliore, sia se visualizzata su un dispositivo ad alta definizione sia su uno a definizione standard.
** – L’amplificazione, si ricordi, non è lineare, ma basata su scala logaritmica in base 10, quindi per amplificare del doppio il segnale, serve una potenza dieci volte superiore. Attenzione quindi alla bolletta dell’elettricità.