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Come sei diventato un blogger?
Ebbene sì, anche io sono finito nella stretta morsa dei meme. Ma non preoccupatevi, da bambino mi chiamavano “lo spezzacatene” non perchè possedessi una forza mostruosa, ma perchè tutte le catene di Sant’Antonio si fermavano una volta che raggiungevano il sottoscritto.
Chi o cosa ti ha spinto a creare un blog?
Sinceramente non me lo ricordo, ma deve avere a che fare con MSN Messenger, l’amato-odiato programma di messaggistica istantanea. Sì, perchè il mio blog (lo so, è un’onta che non si lava via facilmente) è iniziato proprio dal Live Spaces nel lontano Marzo 2006, per chi non lo sapesse. Forse perchè ho iniziato a condividere delle fotografie con i miei contatti. Poi, nell’Aprile 2007, ho fatto il trasferimento a WordPress e ora mi sento molto meglio con la mia coscienza.
Il tuo primo post?
Il mio primo post? Un post inutile, molto meglio il terzo!
Il post di cui ti vergogni di più?
Forse proprio il primo… o forse ancora peggio, quelli in cui parlo di politica, materia distante da me anni luce. (Non posto il link proprio perchè me ne vergogno!)
Il post di cui sei più fiero?
Il post di cui sono più fiero, o meglio, i post di cui sono più fiero, sono quelli che riguardavano l’Home Cinema. Hanno anche ricevuto un premio da un’eminente voce della blogosfera!
Sicuro che nessuno di voi che mi leggete sia intenzionato a buttare via 15 minuti della propria preziosa vita, sovverto la logica dei meme e vi invito, anzi, no, vi intimo di NON creare altri post ispirati al mio. Se volete, potete ispirarvi a quello di Paso, o a quello di TechFlakes
Meme 2/2: I servizi Web 2.0 che utilizzo
Come ho già detto nel post precedente, questo è una risposta ai meme che ho ricevuto, l’ultimo dei quali riguarda l’uso delle piattaforme Web 2.0 nel nostro quotidiano.
Invito anche io tutti voi a partecipare, e rispondo a Paso.
Visto che però non so classificare i servizi Web 2.0 da solo, mi appoggio a Dexly per capire se ciò che uso è davvero Web 2.0.
Come al solito, invito i miei lettori: Tekno DMNK, B22J, Zillo, Phoenix, Simona, Daniele e luigibio
Comunicare: Gmail, Trillian.
Ricerca: ixquick, Technorati.
Conoscenza: Wordsource, Genoom.
Portali: Google IG, ovvero iGoogle
Rss Reader: Google Reader.
Bookmark: Flock, Firefox+FoxMarks, Technorati.
Statistiche: WordPress, Technorati.
Immagini e Video: Flickr, Youtube, Picasa.
Musica: iTunes.
Blog: WordPress.
Cataloghi: N/A.
Storage: XDrive.
Eventi: N/A.
Aggregatori/Editoria sociale: Google Reader, Flock.
Wiki: Wikipedia, PBWiki
Meme 1/2: Un aperitivo anche per te!
Un po’ di tempo fa impazzava sui blog il famoso meme degli aperitivi virtuali.
Martini Rosso e Succo d’Arancia
Anche io ne ero stato contagiato grazie a phoenix, ma poi, come si suol dire “passata la festa gabbato lo santo”, e me ne ero dimenticato. Non me ne voglia nessuno. Ora che invece ne ho ricevuto un altro, mi sono impegnato a scrivere tutti e due i meme. In particolare quindi voglio offrire un aperitivo virtuale a tutti i blogger che hanno avuto il “coraggio” di dire che leggono il mio blog e lo hanno scritto sulla mia pagina dei Blogger che mi leggono oppure su un’altra pagina… insomma, a tutti quelli che hanno un blog e sono passati di qui. Ovviamente anche gli altri possono partecipare, ma l’onore e l’onere della citazione va a Loro:
Come inviare e ricevere e-mail sicure
Da oggi voglio cominciare una serie di articoli, non necessariamente successivi l’uno all’altro o temporalmente vicini, che trattano di tematiche di sicurezza, in modo semplice ed efficace, senza spiegare tutto ciò che ci sta dietro per ovvie ragioni di spazio/tempo, ma spiegando come un utente di PC non molto esperto potrebbe beneficiarne.
Cominciamo questa serie di articoli con una problematica molto attuale, la riservatezza dei nostri e-mail (Sul genere di “e-mail”). In una società dove in tutti i luoghi siamo spiati (nel bene e nel male, chi più chi meno), e soprattutto dopo aver letto, buttando un occhio all’attualità, delle intercettazioni illegali Telecom (e visto che i politici vogliono farsi una legge ad hoc per evitare di essere spiati, lasciando noi nell’oblio di sniffer e chi più ne ha più ne metta), visto che criptare le telefonate non è ancora economicamente possibile e visto che tutto ciò non è illegale, perchè non aggiungere delle barriere (funzionanti anche per i malintenzionati) alla sicurezza dei nostri e-mail?
Prima di tutto vi dico subito che per oggi tratteremo l’approccio con Mozilla Thunderbird in ambiente Windows. Se non l’avete e/o usate un altro programma di posta, vi consiglio caldamente di provarlo. (Ricordo di aggiornare alla versione 2.0.0.0 appena uscita).
Per avere un certo livello di sicurezza bisogna servirsi in alternativa di S/MIME o PGP o del suo omologo OpenSource GnuPG. Nel caso di S/MIME e PGP avremmo alcuni problemi legati sia al reperimento di certificati validi, sia di costi, perciò avviciniamoci alla soluzione OpenSource GnuPG: GnuPG è un semplice programma disponibile da riga di comando per generare le chiavi che vi serviranno a cifrare/decifrare i vostri messaggi di posta. Specifichiamo che questa soluzione, come d’altra parte tutte le altre, funziona solo se voi e i vostri destinatari usate questo metodo!
Allora cominciamo, i passaggi da effettuare sono questi:
- Scaricare ed installare GnuPG
- Scaricare ed installare Enigmail per Thunderbird
- Configurare Enigmail
- Generare la coppia di chiavi
- Inviare la vostra chiave pubblica al server
- Generare un certificato di revoca delle chiavi (nel caso perdeste le chiavi o la password)
- Fare un back-up delle chiavi e del certificato.
Punto 1. Scaricate GnuPG dal suo sito prelevando la versione corrispondente al vostro sitema operativo (dalla versione 1.4.7 in poi vanno bene tutte) e installatelo in una cartella a voi comoda. Non preoccupatevi, non vi farò scrivere nulla da riga di comando!
Punto 2. Ora dobbiamo scaricare il plug-in per Thunderbird che ci aiuterà a gestire le funzionalità GnuPG: per fortuna questo plug-in c’è già e si chiama Enigmail. Scaricatelo dalla sezione Add-ons di Mozilla e installatelo tramite la procedura descritta (scaricate il file .xpi e da Thunderbird: Strumenti->Componenti Aggiuntivi->Estensioni->Installa).
Punto 3. Durante l’installazione dovrete localizzare GnuPG (anche se di solito lo trova da solo se lo avete installato nella cartella Programmi), quindi ricordatevi dove l’avete installato. Ora il vostro sistema è a un solo passo dal poter mandare e-mail sicuri. Apriamo Thunderbird e vediamo subito che nella barra dei menù è comparso il menù OpenPGP e un nuovo bottone (che ci interesserà solo dopo).

Cliccate su di esso e nel menù selezionate “Gestione delle chiavi”. Vi apparirà una finestra con un elenco vuoto.
Punto 4. La procedura che segue andrebbe ripetuta per ogni vostro account di posta elettronica, ma potete anche utilizzare la cifratura con un solo indirizzo di posta. Selezionate l’ultima voce di menù, “Genera”->”Nuova coppia di chiavi”. In “Account/ID Utente” selezionate l’account di posta col quale volete spedire e ricevere mail sicure, mettete la spunta al box “Usa la chiave generata per questa identità”, poi scegliete una password (da riscrivere 2 volte per controllo) e NON dimenticatela!!! Potete anche inserire un commento, ma di solito non viene usato se non per casi di omonimia (Infatti il vostro indirizzo di posta verrà associato al vostro Nome e Cognome secondo le vostre impostazioni account). Lasciate il valore di default nel campo “Scadenza chiave” (mi sembra di ricordare 5 anni, o sbaglio?) e assicuratevi che in “Avanzate” sia selezionato l’algoritmo “DSA & El Gamal”. Infine cliccate su Genera e verrà generata una coppia di chiavi.
Punto 5. Perchè tutti siano in grado di mandarvi messaggi privati cifrati hanno bisogno della vostra chiave pubblica, quindi è il momento di inviarla ad un server di chiavi pubbliche. Se siete ancora nel pannello “Gestione Chiavi OpenPGP” per farlo dovete solamente cliccare col tasto destro sulla vostra chiave appena generata e selezionare “Invia chiavi pubbliche al keyserver” e dal menù a tendina selezionate un keyserver a scelta (suggerisco pgp.mit.edu) e date OK.
Punto 6. Ora sarebbe bene creare un certificato di revoca nel caso in cui non foste più in grado di usare la vostra coppia di chiavi (i motivi sono molteplici, ma non starò qui ad elencarveli). Con la stessa procedura di prima andate in “GestioneChiavi OpenPGP” e col destro cliccate sulla vostra coppia di chiavi e selezionate “Crea & salva un certificato di revoca” selezionate dove volete salvarlo ed è fatta.
Punto 7. Per fare un back-up delle chiavi e dei cerificati dovete esportare le chiavi (la pubblica sia la privata) in un file e potete farlo sempre cliccando col destro su una chiave e selezionando “Esporta chiavi in un file, rispondendo sì alla domanda successiva e selezionando dove volete salvarlo. Fatto ciò potete raggiungere la cartella nella quale avete salvato il certificato di revoca al punto 6 e il file appena salvato con le vostre chiavi e spostarli su un dischetto o una chiave USB al riparo da occhi indiscreti.
Bene, ora che la procedura è finita, potete iniziare a mandare mail sicure a chi come voi usa questo sistema, quando manderete una mail selezionate una delle opzioni del menù mostrato qui sotto. Passate parola e magari in un futuro molto lontano questa sarà la prassi.

P.S.: Vi ricordo che con questa procedura ora potete cifrare il messaggio, firmare il messaggio e fare entrambe le cose, ma benchè la firma non altera il messaggio, e quindi questo è ancora visibile, la cifratura lo altera e lo rende incomprensibile a chi non usa OpenPGP, quindi, benchè possiate mandate messaggi firmati a chi non usa questo metodo, non mandate messaggi cifrati a chi non usa OpenPGP, altrimenti saranno per loro illeggibili. Anzi, mandateglieli e costringeteli ad usare OpenPGP… No, scherzo… o forse no?
Ciao alla prossima.
Peg-odissea. Conclusione.
Bene, ora che l’installazione di Linux è finita posso fare delle considerazioni:
Ubuntu è molto più semplice delle altre distribuzioni, anche se forse per me è troppo semplice, nel senso che non ha un buon supporto per il riconoscimento delle nuove periferiche.
Se la comunità di Ubuntu ha tra i suoi obiettivi anche quello di trovare un produttore di PC che preinstalli la sua distribuzione di Linux, deve tenere conto di questo.
openSuSE è abbastanza ostica se installata con Gnome, diventa subito semplicissima con KDE. Per il resto il reperimento dei driver è molto semplice grazie al Software Installer e Updater che se ben configurati (con i repository giusti) possono consentire anche ad un utente meno esperto di pc di usare Linux come Windows.
YAST, poi, è uno strumento molto utile e che credo le sia invidiato da molte altre distribuzioni Linux.
Mi piacerebbe provare l’unica distribuzione tra quelle che avevo selezionato, che non ho provato, vale a dire Gentoo o Sabayon Linux tanto per vedere le differenze.
Sicuramente ora starò un po’ calmo e mi regolerò bene la mia openSuSE 10.2 poi forse…
Dopo questa interessante (ma anche stressante) esperienza, posso dire che non faccio parte ne’ della categoria che disprezza Linux, ne’ di quella che disprezza Windows (non che avessi mai fatto parte di alcuna di queste), ma anzi, vedo i lati positivi di ognuno dei due sistemi e capisco che ancora nessuno dei due è in grado di essere migliore dell’altro in assoluto. [Certo che per alcuni aspetti sia meglio Linux (la sicurezza per esempio) e per altri meglio Windows (la gestione del 3D per esempio)]
Ringraziandovi per aver letto fino qui, vi do appuntamento ai prossimi giorni.
Buon Week-End a tutti.
Peg-odissea. Terza Parte.
L’indomani mi alzo e scarico subito il DVD della openSuSE 10.2.
Lo faccio partire.
Con mio sommo dispiacere apprendo che non vi è la funzionalità LiveCD.
Parte subito l’installazione.
Purtroppo ricommetto lo stesso errore di prima lasciando partizionare a lui, e non so come, ma si installa nella stessa partizione di Kubuntu, ma lasciando intatto Kubuntu, quindi i miei 23GB son già diventati 14 e qualcosa.
Non si sa perchè. O meglio, si sa, è colpa mia.
Scelgo Gnome. (Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!)
L’installazione riconosce subito il Wireless, (e già qui vado in brodo di giuggiole) permettendomi anche di connettermi al server SuSE per eventuali aggiornamenti, la scheda Video e lo schermo, ma purtroppo non installa i driver giusti… poco male, li scaricherò dopo e li installerò io.
Tutto va a gonfie vele, ma non so perchè mi vien voglia di reinstallarla per recuperare gli 8GB persi, ancora in mano al cadavere di Kubuntu. Per oggi però basta così, spengo tutto e vado a dormire… e sono le DUE di notte!
L’indomani preso da sana follia voglio partizionare e uso QTParted incluso nel LiveCD di Kubuntu (alla fine a qualcosa è servito) ma sbaglio chissà quale cosa, forse non smonto la partizione attiva prima di formattare o chissà quale altra diavoleria, ma sta di fatto che raggiungo lo scopo, cioè partiziono nel modo in cui voglio io e formatto tutta la partizione appena creata.
Riavvio.
“Invalid Partition Table”
…
Panico…
Poi ricordo che successe anche quando tentai di eliminare Linux dal fisso.
Cosa dovevo fare? ah sì, dal prompt C:\> fixmbr oppure fdisk /mbr. (Grazie Teone, te ne sono ancora riconoscente adesso!!!)
Bene, me lo ricordo, sono salvo.
Inserisci il cd di windows…
Console di Ripristino…
Scelgo di ripristinare col prompt dei comandi…
Password dell’account Administrator…
Inserisco la mia password…
No, voglio quella dell’account Administrator…
Panico…
Pensa Perry, qualche altra soluzione ci sarà, no?
Trovato, reinstallo openSuSE e sono a posto (sperando che riesca a leggere dalla Partition Table e che la riscriva)
Tralascio di riportarvi la nuova installazione che procede bene quanto se non meglio quella prima e vi dico subito che il danno è stato riparato.
Ah, stavolta scelgo KDE.
Riavvio del sistema…
Yoohoo anche un bootloader grafico, bene, bene!
seleziono openSuSE…
Carica…
Con KDE è tutta un’altra storia.
Mi connetto, scarico i driver ATI proprietari (gli open non vanno bene per le schede X1k) e li installo…
Riavvio solo il server X questa volta…
Perfetto.
Ora il mio Linux è perfetto.
(Per la cronaca il Wireless dopo un tempo casuale si disconnette e non si riconnette più. Devo risolvere il problema già noto alla comunità openSuSE con i driver madwifi.org)


