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Buona fortuna, Vento di Passioni!

Andrij Ševčenko durante la sua prima avventura al Milan

Andrij Ševčenko durante la sua prima avventura al Milan

Lo so, alcuni di noi milanisti lo avevano “etichettato” come traditore, e non solo perché al primo gol con il Chelsea aveva già baciato la maglia, ma perché aveva lasciato il Milan in un momento terribile.

Mio padre, che il Milan lo ha seguito per tutta una vita, anche in serie B, anche nella Fatal Verona, era ed è tra questi.

Io, invece, nella mia (ingenua) giovinezza, non l’ho mai odiato per quello che ha fatto (sì, un po’ mi ha dato fastidio, ma mai odio), gli sarò sempre riconoscente per quello che ci ha fatto vincere ma soprattutto per come ci ha fatto divertire ed emozionare.

Perché Lui ERA il Milan. Più di Kakà, più di Pirlo, Seedorf e Gattuso, o addirittura Maldini. Sì, perché di emozioni forti come quelle che lui ci ha fatto vivere non ne abbiamo viste più molte. E non mi riferisco alle vittorie (abbiam, se volete, vinto di più senza di lui) ma ai suoi gol. Per uno come me che allo stadio ci ha fatto l’abbonamento per 8 lunghi anni, vedere gol come quello segnato al Real Madrid in Champions nel 2002-2003, in una partita magistrale, oppure quella tripletta segnata all’Olimpico di Roma, contro la Lazio in quel famosissimo 4-4, con quel gol sotto l’incrocio da posizione decentrata… era una gioia per il cuore.

Lui è quello che ha raccolto l’eredità di George Weah, e dopo che se n’è andato quella “poltrona” è rimasta vacante.

Ora ritorna ma non avrà più il numero 7, quello che lo contraddistingueva più di tutto. Forse prenderà il 77 oppure il 76 (l’anno di nascita). Tutti comunque ci auguriamo che con un numero più grande del 7 sappia fare cose ancora più grandi.

Da parte mia un augurio di Buona Fortuna, perché con il clima che c’è nell’ambiente Milan a seguito del tuo ritorno, ne avrai proprio bisogno.


Che brutta giornata!!!

Peccato.
Ma si sa, quando uno se le sogna certe cose…
Speriamo almeno che l’altra cosa che ho sognato non si avveri.
Se no sono guai.
Guai GROSSI.


E’ una forza della natura…

… semplicemente Pippo. Non ci sono parole per descriverlo. E a volerci provare, non ci si riesce…

La gioia di SuperPippo al 91°

Dovrebbero fare una pagina di “facts” (alla Chuck Norris) anche su di lui…

Dovrebbero candidarlo per le prossime elezioni…

Dovrebbero fargli una statua davanti al Duomo a Milano e un’altra un po’ più grande davanti allo stadio Meazza di S.Siro…

Dovrebbero cambiare nome allo stadio Meazza, e farlo diventare lo stadio Inzaghi…

Dovrebbero intitolargli una via…

Dovrebbero dedicargli un giorno sul calendario (santificarlo sarebbe un po’ troppo)…

Dovrebbero metterlo come riferimento sui dizionari alla voce “Essenziale”, ma anche a “Decisivo”…

Dovrebbero fare una catena di supermercati col suo nome…

Dovrebbero proporlo per il Nobel per il Calcio…

E se non dovesse esistere il Nobel per il calcio, dovrebbero inventarlo e intitolarlo a lui…


Premesso che:

  1. Sono sopravvissuto alla traversa di Adebayor al 93° 57″ mercoledì sera;
  2. Sono sopravvissuto all’esame di Soft Computing di mercoledì mattina;
  3. Non sono morto dal ridere dopo aver chiaccherato con Pas e Pes sul fatto di non esserci trovati mercoledì pomeriggio in CDC;
  4. Non sono morto dallo spavento che mi ha fatto prendere la mia televisione quando non s’è accesa a pochi minuti dalla partita del Milan;
  5. Non sono morto sapendo che Shaq ha debuttato contro i LA Lakers perdendo;
  6. Ma soprattutto sono sopravvissuto a 3 ore di studio di Statistica.

Dicevo: premesso questo, credo che dovrete sopportarmi ancora per un bel po’. O almeno spero.


CAMPIONI DEL MONDO!!!!

Per la quarta volta!!!! E nel giorno del 108esimo anno dalla Fondazione!!!!

Non ci sono parole!!!!

Milan, i tifosi ci sono.. Reuters

Noi ci siamo! E voi?

C'è Maldini: qui contrasta Gonzalez. Reuters

L’Immortale Capitano timbra anche stavolta il cartellino

Milan in vantaggio al 21'. Reuters

PIPPO MIIIIIOOOOO lascia il segno

La gioia del difensore, abbracciato da Inzaghi. Reuters

Tempesta Perfetta Nesta ci scalda il cuore, dopo il vento gelido di Palacio

La solita dedica divina del brasiliano. Reuters

Poteva mancare la firma del miglior giocatore del Mondo sulla competizione più importante del Mondo? Smoking Bianco!

Dilaga il Milan. Inzaghi fa 4-1 su assist sempre di Kakà. Reuters

Alta Tensione PIPPO MIIIIIOOOOO doppietta inaspettata, ma meritata!

E' l'apoteosi del Milan e di SuperPippo. Reuters

PIPPO MIIIIIOOOOO

E' finita: i giocatori del Milan si abbracciano. Sono campioni del mondo. Reuters

E’ FINITA! E’ FINITA! E’ FINITA! E’ FINITA! E’ FINITA! E’ FINITA! E’ FINITA!

Capitan Maldini alza la Coppa. Reuters

ALZALA PAOLO, ALZALA ANCORA UNA VOLTA!!!!

E ora siamo tutti più amici, chè abbiam vinto il Torneo dell’Amicizia! La Coppa più importante del Mondo a livello di Club!

Grande Milan, Grandissimo. Immenso. Una gioia continua, non fermarti mai di regalarci queste emozioni! Sono uniche ed insostituibili, ti riempiono il cuore e scaldano lo spirito. Vorrei avere la proprietà di linguaggio di Pellegatti per descrivere queste sensazioni, ma la gioia intensa che provo e la Bandiera che resterà esposta sul mio balcone per almeno 3 mesi o anche più, faranno il resto.

 

[image courtesy by: gazzetta.it]


La Storia, Il Milan, e l’uomo in più.

London, Wembley Stadium, 22nd May 1963

Madrid, Santiago Bernabéu, 28 de Mayo de 1969

Barcellona, Camp Nou, 24 de Mayo de 1989

Wien, Prater Stadium, 23 Mai 1990

Αθήνα, ολυμπιακό στάδιο Σπυρίδων Λούης, 18 Μάιος 1994

Manchester, Old Trafford, 28th May 2003

Αθήνα, ολυμπιακό στάδιο Σπυρίδων Λούης, 23 Μάιος 2007

Città grandi, piccole, calde e fredde, meta di turisti perchè patrie di grandi artisti, “patrie” un po’ anche per quel tifoso milanista che a tornarci si sente a casa.

Non sa perchè ha questa sensazione, non sa perchè una coppa vinta in quei luoghi può fare così tanto, portare addirittura sentimenti nuovi, sconosciuti, insperati forse, inaspettati di sicuro.

Ma lui è lì, ammira e scruta cercando nel passato ciò che arriva dal futuro, sempre rispettoso della sacralità del luogo, luoghi amati, sognati, agognati, avuti, conquistati almeno una volta, ma ancora desiderio unico ed eterno.

E allora ripensa ai “suoi” eroi che fecero la storia dove la storia fu creata, tempo addietro, in giorni ed epoche lontane, confondendo immagini di guerrieri del tempo perduto con gli undici condottieri che fecero l’impresa contro armate di soli undici uomini, talvolta pensandoci per caso, e sorridendo alla fine del sogno, perchè la consapevolezza che il sogno è diventato realtà sta nei nostri cuori, cuori fragili quando s’incontrano momenti tristi, e luoghi tristi come Bruxelles, Monaco di Baviera, la stessa Vienna e l’incredibile Istanbul, ma anche cuori forti, che sanno reggere l’emozione della vittoria, l’emozione della festa e della gioia, cuori che sanno rendere omaggio anche ai vinti, ringraziandoli per l’impegno ma rinviandoli ad un altro tentativo, magari augurando loro più fortuna, anche e soprattutto la fortuna di non combattere più con i nostri eroi, nel caso in cui vogliano sollevare al cielo le grandi orecchie del loro desiderio.

E’ così che va a finire, che per caso, un ragazzo che in tempi addietro aveva iniziato la storia, per una volta sia anche quello che la chiude.

Con due prodezze, un lieto fine ed un arrivederci, perchè lui sa, come il tifoso, che in fondo questa non sarà l’ultima volta.

Auguri Milan, attempato ma ancora vigoroso compagno di vita, amico ed entusiasta protagonista delle nostri notti insonni, che, grazie a te, ci riportano a tempi in cui le battaglie valevano più della vita e della patria: Onore e Gloria nella Storia.

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Leggendo oggi l’articolo di Mario Sconcerti sul Corsera, mi è venuto in mente che la stessa analisi l’ho fatta davanti alla televisione, quando ricordavo che Rafael Benitez disse, prima della finale di Atene, non avrebbe snaturato il suo modulo per marcare Kakà. Avrebbe quindi schierato il Liverpool con 5 giocatori a centrocampo per avere “l’uomo in più“. Avrebbe anche fatto giocare Gerrard in posizione tale per cui sarebbe diventato “l’uomo in più” dovunque e Kuyt (nessun gol in Champions fino a quel momento) al posto di Crouch e Bellamy perchè lui avrebbe saputo coprire gli spazi in attacco, di modo che sarebbe anche lui diventato un altro “uomo in più“.

Paradossalmente però l’uomo in più l’ha avuto il Milan, che in Inzaghi ha trovato il suo terminale offensivo più pungente e più avvezzo a gare di rimessa come quella che è stata la Finale di Atene per il Milan.

Ricordo inoltre al carissimo Mario Sconcerti, per il quale nutro grande ammirazione, che per vincere una Finale il bel “giuoco” (come dice il nostro Presidentissimo) non è strettamente necessario. Il bel gioco lo si è visto durante tutta la parte finale della stagione (e scusate se è poco), nella finale, invece, avendo come unico obiettivo quello di capitalizzare al massimo tutto ciò che di buono si è fatto durante la stagione, si è trovata l’unica soluzione ammissibile. Certo, ben venga il bel gioco, ma se davanti ci troviamo squadre costruite apposta per non far giocare l’avversario, allora non mi si venga a dire che il Milan è “Brutto ma Vincente”.


Atene 2007: La Storia si ripete…

… ma, purtroppo per il Liverpool, non è quella del 2005.

A.C. MILAN: CAMPIONE D’EUROPA PER LA 7° VOLTA

Dopo le semifinali con il Manchester che avevano ricalcato quella del 1994 con il Monaco, anche la Finale di Atene prende a prestito il risultato della Finale del 1963. Con lo stesso risultato di Londra 1963, con cui a Wembley il Milan sconfisse il Benfica, il Milan porta a casa la sua settima tra Coppe dei Campioni e Champions League. Inzaghi imita Altafini e segna una doppietta proprio in finale.

Il primo di SuperPippo (per grazia di Pirlo):

Il momento che cambia la partita. Empics

L’esultanza per il primo gol, per cui quasi si fa male rotolando a terra dopo aver inciampato:

Pippo Inzaghi vola verso i suoi tifosi dopo aver segnato l'1-0. Reuters

Il secondo:

Inzaghi dribbla Reina e fa 2-0. Newpress

Nel finale il Milan subisce l’unico gol del Liverpool di Kuyt, probabilmente per un rilassamento difensivo. Ma la rimonta si ferma prima ancora di cominciare e il Milan gestisce il risultato, portando a casa la coppa.

Maldini la alza verso il cielo di Atene. Ansa

Foto di gruppo di rito:

Foto di gruppo. Afp

Domani, dopo aver smaltito la sbornia di emozioni, vi regalerò un post degno di quello che scrissi dopo la vittoria ai Mondiali.

Grazie a tutti, mi raccomando: commentate il più possibile e scrivete le vostre sensazioni e chissà che non ne venga fuori qualcosa di buono.

[foto via Gazzetta]


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