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Potrebbe servire…


smc DA* 55mm f/1.4 SDM

Annunciato ieri, ovviamente senza prezzo, questo gioiellino Pentax potrebbe fare comodo.
Anche più comodo del suo collega tele-zoom, anch’esso presentato ieri, DA* 60-250mm f/4 [IF] SDM (disponibile a 899 sterline inglesi – Ammazza!!!).
Con un’apertura massima f/1.4, e una lunghezza focale equivalente di 82mm circa, dovrebbe essere luminosissimo e ottimo per il tipo di foto che voglio fare.
Ottimo per espandere la mia “primitiva” attrezzatura.

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E’ una bella giornata…

… credo proprio che andrò fuori a fare un po’ di foto.

Chi viene con me? (E qui, Pes, evita di fare battute…)

A proposito di Fotografia, sto cercando una nuova lente per la mia bestiolina. Preferirei un MACRO, e sono indeciso fra questi:

Tra il Pentax e il Tamron (provati in negozio) vince di poco il Tamron, come qualità ottica, ma è anche vero che il Pentax è un 100mm anzichè un 90mm e soprattutto è un’ottica originale (nel senso che io, avendo una macchina Pentax, ci monto una lente Pentax). Il Sigma 105mm non l’ho provato, visto che non c’è nemmeno in negozio, ma ne ho sentito parlare bene. Il Sigma 70mm non è seriamente una delle mie possibili scelte, ma visto che più o meno il suo angolo di visuale sul digitale è pari a quello di una lente 105mm sull’analogico, e che io sull’analogico avevo un 100mm MACRO, allora lo posso tenere in considerazione solo nel caso in cui dovessi sapere che è molto migliore degli altri (sempre come qualità ottica, s’intende).

Per una volta sono io a chiedere un consiglio ai miei lettori (anche a quelli che di fotografia non se ne intendono), quale mi consigliate? Ve lo chiedo perchè sono arrivato a un punto di stallo, nel quale i vantaggi di ogni lente sono pressochè comparabili, così come gli svantaggi, e non riesco più a schiodarmi e a prendere una decisione. Quindi o lancio la famosa monetina, o vado a caso, scegliendo a occhi chiusi, oppure mi affido a voi.


Fotografia: Reflex – gli obiettivi

L’obiettivo fotografico, nelle macchine reflex è forse la parte più importante del corredo fotografico.

Carl Zeiss Planar 85mm F1.4

Un esemplare di Planar T* 1,4/85 della Carl Zeiss

Esso ha molteplici caratteristiche, che ne determinano la qualità (oltre che il prezzo), che possono essere legati al metodo di fabbricazione e strutturazione dei vetri, e quindi sono caratteristiche strutturali, oppure essere legati alle proprietà intrinseche dei vetri utilizzati, e quindi sono caratteristiche ottiche. Gli obiettivi sono, di base, dei cilindri contenenti degli elementi ottici (lenti) raggruppate in un certo modo a seconda della destinazione d’uso dell’obiettivo. Si possono infatti osservare, nei manuali operativi di un obiettivo, la struttura a gruppi di lenti e l’eventuale utilizzo di lenti specifiche per la correzione di alcuni difetti ottici quali per esempio lenti asferiche, lenti APO, cioè a bassa dispersione, lenti rivestite e trattate. Un obiettivo viene spesso classificato però, più che per la sua struttura o le sue proprietà ottiche, per la/le sua/e focale/i.

Cos’è una focale?

La Focale, o meglio, Lunghezza Focale, per esteso, è prima di tutto una distanza. Essa è una misura della distanza tra la superficie esterna della lente e il punto nel quale tutte le componenti della luce convergono quando la lente viene illuminata da un fascio di luce che entra perpendicolarmente nell’obiettivo. In poche e semplici parole, più aumenta questa distanza, più gli oggetti inquadrati ci sembreranno vicini e più il nostro angolo di visuale diventerà piccolo. Se prendiamo questo parametro come discriminante, si possono effettuare due distinzioni: una tra obiettivi a focale fissa (i “prime” come dicono gli anglofoni) e a focale variabile (gli “zoom” come ormai abbiamo imparato a dire anche noi) e una tra obiettivi normali, grandangolari e teleobiettivi, e quindi intrecciando queste due classificazioni potremo avere sottoclassificazioni come per esempio obiettivi grandangolari a focale fissa o obiettivi normali a focale variabile e così via dicendo.

Gli obiettivi a focale fissa, molto importanti in un corredo fotografico, sono stati per molti anni gli unici strumenti del fotografo, prima che venissero “inventati” gli obiettivi zoom che hanno portato ad un abbattimento dei costi per il fotografo amatoriale, ma anche ad un compromesso in fatto di qualità costruttiva. Se per un obiettivo a focale fissa le aberrazioni ottiche e cromatiche erano facilmente correggibili proprio perchè l’obiettivo era concepito per una sola focale d’uso, negli zoom, questo processo di correzione deve tenere conto che se certi artefatti possono rimediare ad aberrazioni per una certa focale operativa dell’obiettivo zoom in questione, potrebbero essere dannosi ad un’altra distanza focale.

Si chiamano e si definiscono NORMALI quegli obiettivi che hanno un angolo di visuale simile a quello umano, e il loro valore di lunghezza focale (espresso in millimetri) cambia a seconda del formato dell’elemento sensibile utilizzato (sensore o pellicola che sia), ma a grandi linee la focale normale è quella con focale uguale alla lunghezza della diagonale dell’elemento sensibile (nel caso 24x36mm, cioè nel formato 35mm, la focale normale è 43mm, anche se molto spesso si adotta la focale 50mm per comodità); conseguentemente si chiamano GRANDANGOLARI quegli obiettivi che hanno lunghezza focale minore della normale e che quindi ci danno la possibilità di avere un angolo di visuale maggiore (di qui la denominazione “grandangolari”) e TELEOBIETTIVI quegli obiettivi che hanno focale maggiore della normale e cioè quelli che ci permettono di vedere un soggetto da più vicino che tramite la vista umana.

Addendum:
Tutto ciò è applicabile sia al formato analogico 35mm sia al formato digitale APS-C. Molte volte sentirete dire che un 50mm portato sul digitale equivale ad un 75mm. Ciò non è vero, o almeno non è del tutto vero: infatti, sebbene l’angolo di visuale sia effettivamente equivalente a quello di un 75mm usato su pellicola, l’obiettivo è stato comunque costruito con le caratteristiche di ingrandimento di un 50mm e perciò esso è in tutto e per tutto un 50mm. Se vogliamo essere pignoli, avendo un 50mm su pellicola e un 50mm identico sul digitale otterremo la stessa fotografia con profondità di campo identica, solo che quella scattata in digitale sarà tagliata di un 25-30% in tutti e quattro i lati.

Altre proprietà ottiche e strutturali

  • Apertura

L’apertura è una caratteristica dell’obiettivo che ci può far capire quanto questo obiettivo sia luminoso anche per tempi di esposizione brevi. Di solito vengono indicate l’Apertura Massima e l’Apertura Minima per ogni obiettivo, ma si tende a dare più importanza all’Apertura Massima. L’Apertura viene regolata dal Diaframma, congegno interno all’obiettivo, di solito composto da lamelle che si aprono e si chiudono girando un anello sul barilotto dell’obiettivo. Molte caratteristiche dell’obiettivo dipendono dall’apertura e soprattutto dal numero di lamelle che ne compongono il diaframma: per esempio la resa dello sfocato, cioè di quella parte di fotografia che non ci interessa che sia messa a fuoco, sarà tanto migliore quanto più saranno le lamelle che compongono il diaframma (gli obiettivi più comuni hanno dalle 6 alle 9 lamelle, ma possono esserci anche delle eccezioni). Inoltre la profondità di campo sarà tanto maggiore quanto sarà minore l’apertura e viceversa.

  • Metodo di Messa a Fuoco

A seconda del tipo di obiettivo che si usa, ci saranno diversi metodi di messa a fuoco: la più comune delle quali è quella di aumentare e diminuire la distanza tra i singoli elementi ottici che compongono l’obiettivo, andando ad agire quindi sulla lunghezza dell’obiettivo. Altri metodi di messa a fuoco sono quelli che utilizzano gli elementi interni dell’obiettivo per raggiungere la messa a fuoco (senza quindi variare le dimensioni dell’obiettivo) e quelli che muovono gli elementi o i gruppi posteriori dell’obiettivo per raggiungere la messa a fuoco molto velocemente e silenziosamente (ovviamente quest’ultimo metodo di messa a fuoco è quello più qualitativo, ma anche quello più costoso)

  • Angolo di Campo

L’angolo di campo, pur essendo strettamente legato alla lunghezza focale dell’obiettivo, è una caratteristica importante soprattutto quando dobbiamo valutare obiettivi simili tra di loro. Un angolo di campo maggiore permette sicuramente una ripresa più panoramica e grandangolare visto che quando questo è ampio, la lunghezza focale è corta.

Difetti ottici di un obiettivo

  1. Aberrazioni ottiche
    • Distorsione
    • Vignetting
    • Bassa Risoluzione
  2. Aberrazioni cromatiche

Tra i difetti ottici la distorsione è quella da trattare con più calma possibile: essa introduce un errore di prospettiva o di misura, e in certi casi questi errori di prospettiva possono essere voluti (per esempio in un obiettivo Fisheye) e in certi altri no. Fatto sta che chi usa la fotografia come strumento di ritratto architettonico non può prescindere dal selezionare attentamente gli obiettivi con meno distorsione possibile. Il Vignetting è un fenomeno alquanto vistoso, e indica quanto un obiettivo risulti più scuro negli angoli rispetto al centro, causando un effetto di “incorniciatura”. La bassa risoluzione invece è un difetto di produzione, intrinseco della struttura ottica dell’obiettivo, che non è stato adeguatamente testato oppure è stato messo sul mercato per clienti amatoriali. La risoluzione, definizione o nitidezza, come ci insegnano gli amici di Fotografia Nadir, si basano su parametri misurabili, quali la risolvenza, il contrasto e l’acutanza.

Le aberrazioni cromatiche, invece, si manifestano verso i bordi della fotografia, dove la luce che viene ricevuta passa non attraverso la parte centrale delle lenti, ma dai bordi, e quindi viene distorta maggiormente, causando leggere ombre laterali che di solito sono di due tipi: quelle più fastidiose che presentano le componenti di rosso e ciano (azzurro), e quelle meno fastidiose, che presentano componenti di luce violetta e gialla.

Come si può quindi valutare un obiettivo o compararne due simili? Per questo ci viene in aiuto il sito Photozone, che con le sue recensioni e prove di obiettivi ha ormai fatto storia avendo recensito più di 200 obiettivi di tutte le marche. Inoltre, se vogliamo avere anche altri pareri, vi consiglio CameraLabs che fornisce oltre a recensioni singole, molte comparative tra obiettivi della stessa fascia.

E’ superfluo dire che una prova dal vostro fotografo di fiducia vale più di qualsiasi recensione scritta su internet, e quindi vi saluto raccomandandovi di provare sul campo ciò che volete o pensate di voler comprare.


Fotografia: Reflex – come si comparano

Le macchine fotografiche Reflex hanno un vasto, anzi vastissimo insieme di funzionalità e caratteristiche, sulle quali si deve basare la propria decisione di acquisto.
Ogni fotografo deve saper riconoscere quali caratteristiche sono a lui più care e quali altre meno.

Per prima cosa si deve scegliere la categoria: quasi ogni produttore ha nel suo listino fotocamere più o meno indirizzate al novizio o all’esperto, prendiamo in esame le più famose produttrici di macchine fotografiche per i consumatori: Nikon ha diverse fasce di fotocamere, da quelle per principianti (D40 e D40x), passando per quelle per i più esperti (D80 e D200) ai veri e propri professionisti (ancora D200 e la novissima D300 in uscita, fino alle più importanti D2H e D2X e la nuova nata a pieno formato D3); Canon similmente ha prodotti di fascia amatoriale (quali la EOS 350D e la 400D), di fascia semi professionale (EOS 30D, fino alla EOS 5D a pieno formato, non dimenticando la EOS 40D, fresca di annuncio) fino alla fascia sicuramente più professionale (coperta dalle EOS 1D in tutte le sue varianti a pieno formato, tra cui la più nuova EOS 1Ds Mark III); Pentax propone per ora solo fotocamere di fascia amatoriale (tutta la gamma ormai fuori produzione delle *ist e le nuove K100D, K110D e K100D Super) e semi-professionale (K10D) ma si vocifera anche di una fotocamera di livello professionale di prossima uscita (probabilmente dal nome K1D); Olympus propone solo due modelli che si possono collocare tra l’amatoriale e l’esperto (EVOLT E-510, modello di punta, ed EVOLT E-410) e probabilmente un modello in arrivo per la fascia professionale (che sostituirà la ormai anziana EVOLT E-1, e di cui si sa il nome EVOLT E-3); Sony, ultima arrivata nel campo delle reflex digitali grazie al rilevamento della divisione fotografia Minolta e dei loro impianti, ha potuto usufruire di tutte le sue conoscenze nel campo del digitale abbinate alla grande tecnica e qualità di Minolta, e per ora propone solo una macchina rivolta ad un pubblico amatoriale, la Alpha 100, mentre indiscrezioni e “rumors” fanno intravedere all’orizzonte una ipotetica Alpha 300 o Alpha 1 che si dovrebbe inserire nel mercato professionale.

Una volta che ci saremo fatti un’idea del segmento a cui fare riferimento, possiamo prendere in esame il prezzo. Per molti gradino insormontabile, il prezzo è la “caratteristica” che più di altre potrebbe farci propendere per una fotocamera o per un’altra. Dobbiamo imprimerci a fuoco nella testa che il prezzo della fotocamera sarà la SPESA MINORE. Infatti l’aquisto di obiettivi, almeno tre per i tre principali usi di una reflex (grandangolo, ritratto e teleobiettivo), potrebbero rendere quasi insignificante la spesa effettuata per l’acquisto del corpo macchina. E’ pur vero che in epoca recente l’uso di zoom e telezoom ci semplifica la vita e soprattutto ci fa risparmiare, ma ricordiamoci che più è grande l’escursione focale di un obiettivo zoom, più ci sarà la possibilità che esso sia di qualità scadente (tipicamente si evitano i 18-200mm o 18-250mm che vengono così spesso pubblicizzati come GLI obiettivi definitivi; piuttosto si possono coprire focali più ravvicinate con una serie di obiettivi zoom, quali per esempio: uno zoom tipicamente tra l’ultragrandangolare e le focali di base, quale un buonissimo 16-45mm o un 18-70mm – un focale fissa a 50mm oppure a 70mm – uno zoom tele da 80-200mm o superiore, ma di questo parleremo più approfonditamente nei prossimi articoli). I prezzi per una fotocamera reflex di uso amatoriale variano dai 500 € circa, ai 800 € sempre circa, mentre per fotocamere reflex per esperti vanno dalle 800 € circa a 1’600 € a grandi linee, mentre per quelle professionali si parla di migliaia e migliaia di euro (intorno ai 4’000€ ma è pur sempre una stima approssimativa), per non parlare delle fotocamere di marche che hanno fatto la storia della fotografia, quale Hasselblad che propone il suo modello di punta a 29’900€, che però sono solo ed unicamente per fotografi professionisti e, anche seppur molto raramente, per collezionisti. Ricordiamo inoltre che le fotocamere reflex più commerciali vengono anche vendute in KIT preconfezionati con degli obiettivi zoom di solito molto accattivanti per il principiante, ma di solito non adatti al professionista.

Molto spesso nella scelta della categoria a cui fare riferimento interviene sempre il discrimine introdotto dal prezzo e quindi possiamo considerare queste due “caratteristiche” come una sola.

La terza, o se volete, la seconda, grande discriminante per la scelta della reflex personale è la quantità di lenti compatibili (ed in misura uguale la qualità delle stesse) presenti sul mercato. E’ ovvio che, facendo riferimento a Canon, Nikon ed in minor modo a Pentax, vi sia solo l’imbarazzo della scelta, vista l’enorme disponibilità e la grande varietà di lenti presenti sul mercato per questi sistemi. Canon e Nikon, nonostante abbiano cambiato più volte l’innesto per i propri obiettivi, proprio per la grande produzione riescono a soddisfare qualsiasi bisogno, mentre Pentax, a fronte di una minore produzione, beneficia della retrocompatibilità con tutte le lenti prodotte fino ad oggi (con le necessarie limitazioni in caso di lenti a fuoco manuale). D’altra parte, sistemi come Olympus e Sony sono relativamente giovani nel mercato digitale e hanno bisogno di crescere, ma non vanno sottovalutati nel lungo periodo.

Altre domande a cui trovare risposta riguardano

  • la qualità di costruzione della macchina: struttura in metallo rivestita in plastica o struttura in magnesio? Corpo tropicalizzato (guarnizioni a prova di agenti atmosferici) o no? Che tipo di innesti supporta? Voglio che sia piccola e versatile oppure grande e comoda da maneggiare?
  • l’elettronica usata: di che tipo sono il processore di immagine e il convertitore Analogico Digitale? Di quanti punti di messa a fuoco ho bisogno (e di conseguenza, il sensore quanti ne ha) ? Ho bisogno di una sensitività elevata (oltre i 1600 ISO) ?
  • la comodità d’uso dell’apparecchio: mi piacerebbe avere un mirino ottico in cui si veda quasi la stessa porzione d’immagine che viene poi fotografata (copertura dal 95% in su) o posso accontentarmi di un mirino con la copertura dell’85% ? Voglio uno schermo LCD grande? Lo voglio con il Live View (cioè con la visione di ciò che viene inquadrato, a sostituzione del mirino ottico) ? Voglio una macchina con durata prolungata della batteria e se disponibile anche una impugnatura con batteria supplementare?
  • il tipo di memoria usata: SD? Compact Flash? MMC? ecc…

Infine è sempre molto consigliato fare una comparativa sul campo (se il nostro rivenditore di fiducia ce lo consente) e cioè provare le diverse macchine in condizioni approssimativamente simili. Se questo non è possibile, potete leggere le migliaia di comparazioni che vengono fatte su Internet su siti di Fotografia professionale quali Digital Photography Review, Digital Camera Resource, LetsGoDigital, Camera Labs e PhotoZone, risorse preziosissime per noi fotografi per tenerci al passo con i tempi e per renderci tutto più semplice.

In conclusione possiamo dire, ora, di avere già un’idea più definita di cosa ci interessi, di cosa dovremo chiedere al nostro rivenditore e su cosa potremo chiudere un occhio. Ringraziandovi come sempre per il vostro continuo interesse, vi do appuntamento al prossimo articolo sugli obiettivi che chiuderà questa miniserie dedicata alla fotografia.


Fotografia: Reflex – il corpo macchina

Le macchine fotografiche Reflex devono il loro nome al meccanismo per cui riusciamo a vedere ciò che è inquadrato nell’obiettivo direttamente dall’oculare.
A seconda di come questo meccanismo venga implementato si hanno diversi tipi di fotocamere Reflex: quelle più comuni, le Reflex a Pentaprisma, le Reflex monoculari a pozzetto e le Reflex bioculari a pozzetto. Noi ci occuperemo solamente delle Reflex a Pentaprisma.


Immagine tratta da Wikipedia

Legenda:
1 – Obiettivo
2 – Specchio in posizione abbassata
3 – Otturatore
4 – Elemento sensibile (Pellicola o Sensore)
5 – Schermo per la messa a fuoco dell’immagine
6 – Lente di condensazione
7 – Pentaprisma o pentaspecchio (qualitativamente diversi)
8 – Mirino oculare

Le macchine fotografiche Reflex possono montare obiettivi diversi a seconda dell’occasione, ma degli obiettivi parleremo in seguito.
Esse si distinguono anche per il FORMATO utilizzato, cioè la grandezza della pellicola o del sensore (ove applicabile): esistono il PICCOLO formato (36mm x 24mm), il MEDIO formato (60mm x 45mm – 60mm x 60mm – 90mm x 60mm) e il GRANDE formato (120mm x 100mm). Gli ultimi due sono, come potete immaginare, destinati ad un tipo di fotografia molto professionale (vedi campo pubblicitario: una gigantografia non potrà essere riprodotta a partire da un negativo del piccolo formato, ma proprio da un negativo del grande o medio formato. Per disquisizioni sul target professionale di ogni formato vi rimando a riviste specializzate). Qui, d’altra parte, tratteremo le Reflex per il PICCOLO formato anche detto formato 35mm.

Una macchina fotografica Reflex, che sia digitale o a pellicola è prima di tutto un investimento. Non è per chi cambia idea dalla sera alla mattina, non è per chi vuole la fotocamera ultimo grido e non è nemmeno per chi non ha solide basi di fotografia alle spalle. Detto questo, cominciamo ad analizzare in ogni suo aspetto il cosiddetto “corpo macchina”.

La prima cosa che si può vedere prendendo in mano un qualsiasi corpo macchina reflex è lo specchio. Lo specchio è situato in modo da intercettare la luce proveniente dall’obiettivo e rifletterla verso l’alto per permetterci di usare il mirino oculare. Per questo motivo viene dunque posto a coprire per intero l’elemento sensibile (che esso sia un sensore o la pellicola) e (secondariamente) ripararlo dalla luce. La sua primaria funzione è quella di poter permettere al fotografo di vedere direttamente ciò che è inquadrato nell’obiettivo. Per questo motivo, e per il suo funzionamento (esso si alza durante l’esposizione in concomitanza con l’apertura dell’otturatore), non potremo vedere il soggetto della fotografia durante lo scatto.

La seconda cosa che potremo notare subito è la presenza di molti più bottoni, ghiere e rotelle di una macchina compatta. Le ghiere di solito si trovano sulla parte superiore della reflex e possono essere una o due, di solito la prima ha la funzione di impostare la priorità di scatto, cioè ci da la scelta se scattare in Automatico (anche detta Modalità Verde), in Program (per spostarsi tra le varie priorità molto più in fretta che girando questa ghiera), in priorità di Tempi (spesso indicata con S oppure con Tv – noi impostiamo il tempo di scatto e la macchina in automatico imposta il diaframma, l’esposizione e la sensibilità, ove previsto), in priorità di Diaframmi (indicata spesso con A oppure Av – noi impostiamo il diaframma e la macchina fa tutto il resto), in priorità di Sensibilità (non tutte le macchine hanno questa opzione, ed è presente solo nelle reflex digitali, indicata con Sv – noi impostiamo la sensibilità), in priorità di Tempi e Diaframma (non tutte le macchine hanno questa opzione, quelle che l’hanno la indicano con la sigla TAv), in Manuale (M e noi controlliamo tutto), in posa B per esposizioni prolungate. Alcune reflex hanno anche un’altra opzione, di solito indicata con una X rossa ci permette di impostare i parametri in modo che siano sincronizzati con il Flash. La seconda ghiera, ove presente può facilitare l’accesso ad alcune funzioni particolari della fotocamera, funzioni che la casa produttrice ha ritenuto più importanti di altre e che quindi ha messo a disposizione in modo più accessibile.

Le rotelle, invece, si possono trovare sul fronte o sul retro del corpo macchina e in modalità di scatto serviranno per lo più ad impostare i Tempi, i Diaframmi e/o la Sensibilità a seconda di quale modo d’uso stiamo impiegando, mentre in modalità di revisione serviranno a spostarci tra le foto scattate e zoomare sui particolari. I bottoni, infine, sono presenti quasi esclusivamente sul retro della macchina, per lo più vicini allo schermo LCD, e servono per visualizzare le foto scattate, accedere alle anteprime, cancellare e gestire le foto sulla scheda di memoria. Dalla parte opposta alla ghiera dei modi d’uso, se non è presente una seconda ghiera, vi è un piccolo schermo a cristalli liquidi che ci rivelerà le informazioni impostate per lo scatto successivo. Se invece è presente una seconda ghiera, allora questo schermo sarà sul retro della fotocamera.

Sul fronte del corpo macchina di solito non vi è più di uno o due bottoni, dei quali uno, quello più vicino all’innesto dell’obiettivo, serve per sganciare lo stesso dal corpo macchina, e di solito è posto in modo tale che sia facile smontare l’obiettivo con una mano sola. Su alcune camere è anche presente un comando per cambiare la modalità di messa a fuoco tra fuoco manuale, fuoco automatico e fuoco a ripetizione.

Sul retro infine vi sarà un bottone tra i tanti che vi permetterà di impostare il tipo di scatto (singolo, a ripetizione, autoscatto, con o senza flash…) il bilanciamento del bianco, e la sensibilità per la fotografia.

[image courtesy by fotografia.pastrugni.com & camera details based on the Pentax K10D Review of dpreview.com]


Fotografia: la macchina fotografica

La macchina fotografica è lo strumento cardine per chi vuole fotografare, quindi incominceremo questa trattazione sulle varie tipologie di macchine fotografiche illustrandone la classificazione, l’uso e il principale target di mercato. Se si prende in considerazione l’aspetto esteriore delle macchine fotografiche, che esse siano analogiche o digitali, si avrà subito una prima classificazione in base alla “compattezza” (classificazione che va di pari passo con il costo e quindi il prezzo della fotocamera):

  • le ultra compatte (dotate di uno zoom limitato spesso a 3x, oppure dotate di un obiettivo a focale fissa);

    g_00033997.jpg

  • le compatte (poco più grandi delle ultracompatte, ma mettono a disposizione tipicamente un obiettivo zoom con escursione focale limitata, tipicamente un 4x o più -equivalente spesso al 35-140mm del formato 35mm-);

    g_00031155.jpg

  • le bridge (più grandi di una compatta, mettono a disposizione un obiettivo a lunga escursione focale, tipicamente un 10x / 12x);

g_00030531.jpg

  • le Reflex anche dette SLR, da Single Lens Reflex, categoria a cui appartengono nomi del gotha della fotografia (che sono di dimensioni più grandi delle bridge, ma comparabili, e non hanno un obiettivo fissato al corpo macchina, come tutte le precedenti categorie, ma offrono la possibilità di montare a piacimento e a seconda dell’occasione l’obiettivo che si desidera);

g_00032198.jpg g_00003313.jpg g_11000087.jpg

Se invece proviamo a classificarle in base alla destinazione d’uso, avremo che:

  • le ultra compatte e le compatte assieme ad una parte del segmento bridge sono destinate agli amatori, quindi per fotografie amatoriali di tutti i giorni (per questo le compatte e le ultra compatte vengono dette “punta e clicca” o “point & shoot”, proprio per la grande maneggevolezza e il minor numero di impostazioni da settare);
  • l’altra metà del segmento bridge e una piccola percentuale delle macchine Reflex sono indirizzate a quell’utenza che si posiziona tra il fotografo amatoriale e il fotografo professionista, categoria spesso identificata dalla parola inglese “prosumer”;
  • la maggior parte se non tutto l’insieme delle Reflex è di competenza del fotografo professionista;
  • seppure come sottocategoria dei fotografi professionisti, si ha la fascia alta delle Reflex e tipicamente le macchine più nobili, quali quelle a medioformato (tra le quali abbiamo marchi che hanno fatto la storia della fotografia, quali Hasselblad e Rollei), sono di uso quasi esclusivo di chi fa della fotografia il suo mestiere, i fotografi professionali.

Nel prossimo articolo tratterò in breve tutte le caratteristiche per scegliere una macchina fotografica amatoriale, mentre poi vi sarà una serie di articoli sul mondo delle Reflex.

[images courtesy by Pixmania.com]


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