Archivi delle etichette: velleità artistiche

E’ una bella giornata…

… credo proprio che andrò fuori a fare un po’ di foto.

Chi viene con me? (E qui, Pes, evita di fare battute…)

A proposito di Fotografia, sto cercando una nuova lente per la mia bestiolina. Preferirei un MACRO, e sono indeciso fra questi:

Tra il Pentax e il Tamron (provati in negozio) vince di poco il Tamron, come qualità ottica, ma è anche vero che il Pentax è un 100mm anzichè un 90mm e soprattutto è un’ottica originale (nel senso che io, avendo una macchina Pentax, ci monto una lente Pentax). Il Sigma 105mm non l’ho provato, visto che non c’è nemmeno in negozio, ma ne ho sentito parlare bene. Il Sigma 70mm non è seriamente una delle mie possibili scelte, ma visto che più o meno il suo angolo di visuale sul digitale è pari a quello di una lente 105mm sull’analogico, e che io sull’analogico avevo un 100mm MACRO, allora lo posso tenere in considerazione solo nel caso in cui dovessi sapere che è molto migliore degli altri (sempre come qualità ottica, s’intende).

Per una volta sono io a chiedere un consiglio ai miei lettori (anche a quelli che di fotografia non se ne intendono), quale mi consigliate? Ve lo chiedo perchè sono arrivato a un punto di stallo, nel quale i vantaggi di ogni lente sono pressochè comparabili, così come gli svantaggi, e non riesco più a schiodarmi e a prendere una decisione. Quindi o lancio la famosa monetina, o vado a caso, scegliendo a occhi chiusi, oppure mi affido a voi.


“Il Tempo degli Artisti” per CADAVERE SQUISITO

Un po’ di giorni fa son stato invitato da Apolide a prendere parte al contest aperto sul suo blog: CADAVERE SQUISITO IN RETE.
Non del tutto convinto (per la mia ben nota timidezza) ho accettato ed ora è venuta la resa dei conti.
I versi che ho “spedito” al suo contest non sono del tipo che scrivo di solito, ho voluto variare il mio stile, sperando di aver fatto una cosa giusta. Ho abbandonato la forzatura dei versi tutti uguali e mi son concesso anche qualcosa che di solito non uso: l’uso di tempi verbali diversi per ogni strofa.
Di seguito potete leggere il componimento che è stato sottoposto al rigido giudizio dell’amico senza cittadinanza.

Siate quindi clementi almeno voi, miei carissimi lettori.

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Cadeva la sua mano lenta, mentre
dalla tavolozza fino al basso ventre
sembrava immobile. Ma amava
quella eterea felicità che passava.
Il pennello disegnava asciugandosi
ampi cerchi che andavan frettolosi
come gocce da un vecchio rubinetto
che perde.

L’impasto prende la forma, la cera
gocciolando attorno ai suoi piedi
costruisce un muro, una barriera.
“Sono già solo”, dice “non vedi?”
Costruisce il pittore, senza argilla
senza cera, ma con quella immagine
ben impressa e nitida nella pupilla
che sogna.

Il cannocchiale scorgerà ammirevole
l’orizzonte che separa le nuvole
dall’amata terra. Nuovo ostacolo
al vecchio suo desiderio: il volo!
Metterà tutte le sue forze al limite
tentando d’aver ragione dell’aere
scoprendo le più nascoste ferite
dell’essere.


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Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons


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